Poste, i sindaci salgono sulle barricate
Incontro in Prefettura con i primi cittadini interessati. Ricorsi al Tar per evitare le chiusure di sei uffici nella provincia
MASI TORELLO
Sette uffici postali disseminati in sei Comuni del Ferrarese rischiano la chiusura, perché? Razionalizzazione degli uffici delle Poste Italiane. Questa la motivazione che è arrivata ai sei sindaci che, senza tergiversare, si sono immediatamente attivati. Ieri mattina al municipio di Masi Torello, oltre al padrone di casa Riccardo Bizzarri, si sono incontrati Maria Teresa Romanini, Antonio Giannini e Chiara Cavicchi, primi cittadini rispettivamente di Lagosanto, Ro e Voghiera, l'assessore Sauro Borea (Argenta) e il capogruppo Pd Marcella Cariani (Cento). Con loro anche Nicola Rossi in qualità di vice presidente della Provincia di Ferrara. «Ho pensato - spiega Bizzarri - che per "farsi sentire" occorreva unire le forze e due settimane fa ho incontrato i sindaci e insieme abbiamo redatto un documento comune nel quale spieghiamo tutti i problemi legati alle chiusure degli uffici postali nelle frazioni. In questo caso - afferma - non si può compiere un ragionamento strettamente economico, legato al profitto, perché gli uffici postali svolgono una funzione sociale». Il tema della chiusura è fortemente sentito dagli abitanti delle frazioni coinvolte, tanto è vero che a Masi San Giacomo una petizione contro la chiusura dell'ufficio ha raccolto circa 450 firme (su una popolazione di circa 600 abitanti); cifre che parlano da sole. «Con l'incontro di oggi (ieri per chi legge, ndr) vogliamo portare il documento alle poste, alla Provincia e - sottolinea il sindaco di Masi Torello - alla Regione che, secondo il progetto, subirebbe la cancellazione di 45 uffici e la razionalizzazione di altri 34». Forse però, come dice Bizzarri, le Poste Italiane stanno «facendo i conti senza l'oste» perché, chiudendo gli sportelli, molte delle persone potrebbero essere indotte a rivolgersi ad un altro istituto di credito. «Crediamo che uniti ce la si possa fare. Vogliono razionalizzare gli uffici? D'accordo, ma non sono decisioni che si possono prendere unilateralmente da un mese all'altro: servono piani e alternative per limitare il disagio». Gli sportelli a rischio chiusura sono a Reno Centese (Cento), Marozzo (Lagosanto), Masi San Giacomo (Masi Torello), Montesanto (Voghiera), Anita (Argenta), Alberone e Ruina (Ro). I primi cittadini hanno coinvolto anche i parlamentari ferraresi: «Alessandro Bratti - conclude Bizzarri - ci ha mandato una petizione fatta alla Camera con oltre 50 firme di deputati. Ci rivolgeremo ai nostri politici, di qualunque corrente, questa non è una questione di destra o di sinistra: è una questione di buona politica sociale».
Samuele Govoni
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
