Copparo, rose e gigli bianchi sulla bara di Andrea
In Certosa a Ferrara i funerali del motociclista copparese morto in Valle Giralda Straziante il dolore della madre: «Sarà molto dura senza di lui ma devo farcela»
FERRARA. Rose e gigli bianchi sulla bara di Andrea Sitta, residente a Copparo, che ha perso la vita il 30 luglio scorso in un incidente stradale verificatosi in Valle Giralda località situata nel comune di Codigoro. Sitta era in sella alla sua nuova motocicletta, acquistata poco tempo prima, quando ha perso il controllo del mezzo finendo in un canale di irrigazione. Ieri l'ultimo saluto in Certosa da parte dei genitori, dei parenti e di tantissimi amici, colleghi di lavoro e conoscenti.
Straziante il dolore della madre che è riuscita solo a dire: « ricordiamolo con il suo bel sorriso e con i suoi occhi pieni di vita. Sarà molto dura senza di lui ma dovrò farcela, devo farcela per l'altro mio figlio e per il mio nipotino di 7 anni che mi parlerà sempre di Andrea». Il feretro è arrivato al famedio dei Caduti accompagnato solo dai singhiozzi di molti che non riescono a trattenere le lacrime.
Ad attendere Andrea c'era un sacerdote mentre si diffondevano nell'aria le note del canto " Io credo risorgerò; il mio corpo vedrà il Salvatore”. Poi la lettura di una lettera di San Paolo ai Filippesi dove l'apostolo trovandosi a vivere proprio uno stesso tragico momento di lutto, ricorda loro che la nostra cittadinanza è nei cieli, una breve omelia del sacerdote nella quale aggiunge che il più grande dolore per una madre è seppellire il proprio figlio ed infine la benedizione del feretro.
«Guardando la madre di Andrea che ci ha lasciato a soli 36 anni - ha concluso - ho visto il volto di Maria rappresentata dal grande Michelangelo nella Pietà, come una giovane donna trasfigurata dal dolore che tiene in grembo il corpo di Gesù morto, perché le madri che danno la vita, sono sempre giovani. Sono questi i momenti in cui ci si chiede “Perché, dove andiamo, chi siamo“ ; non ci sono risposte ma è solamente la fede che ci può aiutare". Ad accompagnare Andrea Sitta nell’ara crematoria ancora le note del canto Io credo risorgerò: il mio corpo vedrà il Salvatore.
Margherita Goberti
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