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«Versalis, profitti senza investimenti»

«Versalis, profitti senza investimenti»

Il segretario Filctem-Cgil: l’azienda migliora gli utili, ma da Eni preoccupanti segnali di disimpegno da Ferrara

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Gli affari e i profitti di Versalis volano. Gli investimenti all’interno del petrolchimico ferrarese al contrario devono ancora concretizzarsi. L’azienda del gruppo Eni che si occupa di chimica è reduce da un primo semestre 2015 coi fiocchi: l’utile operativo è stato di 226 milioni di euro (con un miglioramento di 795 milioni rispetto alla perdita di 569 milioni registrata nel primo semestre 2014), quello netto si attesta nel periodo a quota 175 milioni e anche in quel caso il “rosso” fatto segnare un anno prima era stato profondo. Conti migliorati sia per le operazioni di efficienza organizzativa già messe in atto sia per i maggiori guadagni nella filiera dell’etilene.

«Stanno davvero facendo affari d’oro, il 2015 si dice sia l’anno della chimica a livello mondiale», dice Fausto Chiarioni, segretario provinciale della Filctem-Cgil. Eppure non c’è proprio da esultare visto che la dirigenza dell’Eni sta pianificando una progressiva uscita dal settore. Chiaro che il timore si riflette sul polo produttivo cittadino, dove i piani di Versalis, confermati di recente, prevedono la realizzazione di un nuovo impianto di elastomeri. L’inizio lavori è però slittato al 2017.

«Siamo preoccupati, sono diversi i segnali che non ci fanno stare tranquilli – dice Chiarioni -. Uno è che l’Eni costruisce impianti simili in Sud Corea e Malesia, l’altro è che la messa a mercato delle produzioni ferraresi avverrà non prima del 2019. Chiaro che questo non è sufficiente a dare stabilità al petrolchimico». Area come noto legata strettamente a Marghera, dove potrebbe prolungarsi la vita del cracking oltre l’accordo contrattuale con Shell: si dice fino alla prossima primavera, o addirittura per un altro anno. «Tutto ciò necessiterebbe – prosegue il sindacalista della Cgil – di un riequilibrio a valle, con procedure di trasformazione e polimerizzazione: c’è spazio per ampliare la produzione di polietilene e secondo noi a Ferrara va sottoposto a manutenzione straordinaria e a potenziamento l’impianto X».

Un viaggio agostano a volo d’uccello sul polo cittadino non può tralasciare Basell: buoni conti anche in questo caso, nei primi sei mesi dell’anno si è avuto un margine operativo lordo del 23% sui fatturati. «L’azienda – informa Chiarioni - dovrebbe fare a Ferrara un investimento importante relativo ai catalizzatori. Poi c’è da consolidare l’attività del centro ricerche, dopo le recenti fasi di difficoltà: ma tutto è legato a ciò che deciderà di fare Eni a livello nazionale».

Una buona notizia arriva da Yara che in città, a partire da settembre e fino a fine ottobre, avvierà i lavori per un investimento (circa 70 milioni) finalizzato ad abbattere il consumo energetico dei suoi impianti.

Intanto si sta provando a ricucire una ferita: la recentissima chiusura della centrale Cef e la relativa cassa integrazione straordinaria per una ventina di lavoratori. «L’obiettivo – sostiene Chiarioni – è ricollocarli all’interno di altre realtà del polo chimico, anche il Comune si è impegnato con un tavolo condotto dall’assessore Caterina Ferri. Speriamo ci siano risposte di solidarietà da parte delle altre imprese. I curriculum sono stati distribuiti, aspettiamo che partano i colloqui». Se ne continuerà a parlare dopo l’estate e i sindacati puntano a far tornare i riflettori più in generale sul petrolchimico e in questo senso pensano di poter agire anche nel tavolo aperto in Regione.

Fabio Terminali

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