«Assunzioni senza senso Le ripercussioni ferraresi»
Ieri il punto della Cgil sulla “Buona scuola” con critiche ai metodi della riforma: con 25 anni di esperienza si rischia di venire scalzati da chi non ha mai insegnato
Continuano in maniera serrata gli incontri tra organizzazioni sindacali e precari del comparto scuola, per chiarire i punti critici legati al nodo assunzioni. Ieri, a palazzo Bonacossi, si è svolta un'assemblea organizzata dalla Flc Cgil, con la segretaria generale Hania Cattani e la segretaria nazionale Adele Fedeli. Dall'incontro è emersa in maniera tangibile la preoccupazione da parte dei precari che intendono produrre domanda per entrare di ruolo e che rientrano nella fase B, cioè nella fase nazionale, di essere costretti a spostarsi da un capo all'altro d'Italia.
«Per entrare nella fase B occorre produrre una domanda entro il 14 agosto alle 14, con un elenco di cento città da scegliere. È una brutta scuola che sta facendo brutte assunzioni. Non c'è niente di buono in questa nuova legge, nemmeno le designazioni in ruolo». Così ha esordito la segretaria nazionale Adele Fedeli.
«La Buona Scuola criticata da tanti non poteva che portare ad assunzioni senza senso. Stiamo chiedendo disperatamente che le fasi B e C siano unificate, in modo che le persone possano scegliere autonomamente il proprio destino. Terminate da poco le assunzioni della fase 0 che era una coda del provvedimento Carrozza, e A che copre il turn over a livello provinciale, ora siamo entrati nella fase B, quella del grande spauracchio, perché qui i posti sono distribuiti a livello nazionale. Inoltre in questa fase il concorso sopravanza le GAE, le graduatorie ad esaurimento. Si privilegia cioè chi ha vinto un concorso e magari non ha mai insegnato, rispetto a chi è nel mondo della scuola da tanti anni. Da sottolineare che le GAE avrebbero dovuto esaurirsi nel 2007. Gente con 25 anni di esperienza rischia di vedersi scalzata da chi non ha mai messo piede in classe. Inoltre, chi non accetta la sede proposta dal sistema, verrà depennato da tutte le graduatorie. Chi invece sceglie di non produrre domanda per l'immissione in ruolo, rimane nelle graduatorie provinciali, però adesso non può partecipare alle fasi B e C. Cosa accadrà a loro non è dato sapere. L'anno prossimo i posti caleranno e il destino delle graduatorie lo scopriremo solo vivendo. I posti saranno sempre meno e verrà affidato al dirigente scolastico la facoltà di scegliere a chi concedere supplenze. La fase è drammatica, non lo nascondo».
Adele Fedeli ci tiene a sottolineare che «il timore di essere allontanati è realistico, soprattutto per chi insegna certe materie, come diritto, in cui ci sono pochi posti. Ma oltre a questo, l'impianto della legge è contro il lavoro femminile. Si verificherà il dramma di molte donne (la maggiore parte degli insegnanti è donna) che non inoltreranno domanda perché impegnate nei lavori di cura, con i figli o con i genitori anziani. La disperazione si taglia con l'accetta e la incontro in ogni assemblea». Quali sono le ripercussioni per Ferrara? «Ferrara, come altre città del nord, verrà vista come tra le più appetibili dal punto di vista lavorativo». Voi cosa consigliate agli insegnanti che si trovano in questa situazione? Di fare domanda o rinunciare? «Spassionatamente è un treno che oggi c'è, e domani non sappiamo se ci sarà» -conclude Fedeli. Per Hania Cattani «a livello ferrarese ci sarà un allontanamento di molti docenti, e questo sarà complicato da gestire. Attualmente alla scuola dell'infanzia ci sono 126 insegnanti di posto comune e 6 di sostegno che entrano nella fase B, cui bisogna aggiungere 113 insegnanti di scuola primaria, 102 docenti delle scuole medie e 263 delle scuole superiori».
Veronica Capucci
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