Gli studenti con Libera sulle terre tolte alla camorra
CENTO. Da Cento e Finale Emilia, con Libera del Centopievese, un altro gruppo di giovani sulle terre confiscate alla mafia. È rientrata nei giorni scorsi la ventina di ragazzi che ha partecipato, a...
CENTO. Da Cento e Finale Emilia, con Libera del Centopievese, un altro gruppo di giovani sulle terre confiscate alla mafia. È rientrata nei giorni scorsi la ventina di ragazzi che ha partecipato, a Scampia, alla settimana di lavoro e formazione nella Cooperativa (R)Esistenza Anticamorra, cooperativa che gestisce il fondo rustico “Amato Lamberti”, primo bene confiscato di Napoli, sul quale si produce vino, marmellata ma soprattutto legalità, giustizia e riscatto sociale. Sono sette giovani del Presidio di Libera del Centopievese, 15 studenti e una professoressa del liceo Morandi di Finale: Irene Balboni, Alessia Bucci, Cecilia Galavotti, Emiliano Matrone, Lucrezia Frabetti, Leonardo Fiocchi, Irene Gardini, Francesca Sola, Alessandro Sitta, Elena Franzoni, Matilde Papotti, Federica Gelati, Martina Girotti, Edoardo Accorsi, Emanuele Callegari, Thomas Tinti, Agnese Cerritelli, Nicola Balboni, Miryam Aleotti, Lorenzo Ferrini, e la professor Elisa Barchi. Divisi in gruppi, i ragazzi sono stati impegnati nel pescheto, in cucina e nell'opera di riqualificazione di un casolare in legno destinato a diventare bar e info point. Il pomeriggio, poi momenti d'incontro e di confronto con le realtà che quotidianamente operano sul territorio per combattere la camorra. «Una partecipazione quest'anno, a Estate Liberi sulle terre confiscate alla camorra – spiega Adoardo Accorsi del Presidio di Libera – che ha assunto un significato ancora più profondo. Nella notte tra domenica e lunedì infatti, giorno in cui siamo arrivati a Chiaiano, alcune persone sono entrate nelle fondo e hanno rubato attrezzi agricoli per un valore di 10mila euro, oltre a imbrattare i muri e la bandiera di Libera con svastiche. Per noi, tra gli oltre 90 ragazzi che si trovano in questi giorni a lavorare in questo bene confiscato, un motivo in più per essere qui, in segno di solidarietà e sostegno nella lotta per la legalità». (b.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
