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alla festa di San Martino

Kyenge: l’accoglienza è un valore costituzionale

Kyenge: l’accoglienza è un valore costituzionale

Giovedì sera alla festa del PD di San Martino, Leonardo Fiorentini, vice segretario della Federazione provinciale PD, ha espresso chiaramente la posizione del suo partito sulla questione profughi,...

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Giovedì sera alla festa del PD di San Martino, Leonardo Fiorentini, vice segretario della Federazione provinciale PD, ha espresso chiaramente la posizione del suo partito sulla questione profughi, prima dell'incontro con Cécile Kyenge. «L'immigrazione è un fenomeno epocale, ogni anno l'ONU stima in 232 milioni il numero di persone migranti. Non è facile fronteggiare questa situazione. Oggi ci ritroviamo con un sindaco del Comune di Bondeno che decide di non partecipare all'incontro tra prefet-to e amministratori locali. Si strumentalizza un fenomeno grave come il terremoto, che nulla ha a che vedere con la gestione dei profughi. Sbaglia il sindaco di Bondeno ad assimilarsi alla posizione del Comune di Mirabello. Il PD ferrarese ha assunto una posizione di responsabilità, capisce le ragioni dei profughi, che non possiamo dimenticare. Domandiamoci piuttosto cosa sta facendo la Lega Nord ai tavoli istituzionali per fronteggiare questa situazione, e cosa fanno i Comuni della Lega per risolvere i problemi dell'integrazione e della ripresa economica».

Anche l'intervento di Cécile Kyenge, europarlamentare membro della Commissione Libertà Civili, Giustizia e Affari Interni e della Commissione Cultura e Istruzione, ed ex ministro dell'Integrazione nel governo Letta, non risparmia stoccate alla Lega, sia a livello nazionale che locale.

«La solidarietà e l'accoglienza sono valori costituzionali, che devono essere rispettati. La condivisione è importante, perché altrimenti è difficile costruire un progetto di accoglienza. Gli amministratori locali hanno l'obbligo di riferire al prefetto per definire un quadro migliore e anche per esprimere il loro disagio. Se c'è dialogo con il governo centrale, l'accoglienza può essere vissuta in maniere positiva, come normalità. Si sente il bisogno di persone che collaborino, che dicano anche no, ma facendo capire perché dicono no». Cosa si sta facendo in Europa per la questione immigrazione? «Chi va in Europa deve tornare sul territorio e dire cosa sta facendo, altrimenti si rimane vittima di strumentalizzazioni. Il primo dossier riguarda l'emergenza del Mediterraneo. Dal punto di vista politico serve più lungimiranza;nel 2003 il trattato di Dublino passò perché l'Italia era impegnata a chiudere le frontiere con la legge Bossi-Fini. Abbiamo affrontato in Consiglio 4 punti: la ricollocazione dei migranti nei 28 stati membri, la solidarietà esterna con l'istituzione di corridoi umanitari, la lotta contro gli scafisti, e l'operazione mare Nostrum, che poi venne sostituita da una nuova operazione denominata Triton».

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