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«Rinforzi per aumentare la vigilanza»

«Rinforzi per aumentare la vigilanza»

Il prefetto Tortora dopo le rapine a Ferrara e Mesola: anche i cittadini collaborino. Fabbri (Lega): Ferrara come Gotham City

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Sono rapine diverse dalle altre. L’intrusione notturna nelle case, il sequestro dei residenti, il terrore e le minacce protratti per ore e ore, tutte le stanze passate al setaccio senza la paura che qualcuno possa dare l’allarme. Lo fanno in gruppo, come se fossero una banda organizzata, dopo aver ben individuato le vittime. Così sembra, ma c’è anche qualche aspetto che fa pensare che gli autori potrebbero essere dei non professionisti, persone che arraffano di tutto «e arrivano a rischiare una pena molto dura, quella per rapina, per portare via indumenti e cose di bassissimo valore», come sintetizza il prefetto Michele Tortora che ieri ha convocato il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza pubblica per un faccia a faccia dedicato agli ultimi fatti di cronaca.

Sul tavolo, in particolare, c’era il caso della famiglia Bertelli, di Coronella: Giulio, 86 anni, e la figlia Cristina, 50, rapinati nella notte fra mercoledì e giovedì da quattro banditi che li hanno terrorizzati per cinque ore, fino al mattino. Nella notte fra il 30 e il 31 luglio era stata Emma Santi, 93 anni, di Mesola, a far le spese dell’irruzione notturna di una banda che l’ha rapinata, legata e imbavagliata. La donna è rimasta per 48 ore in questo stato e ha dovuto essere ricoverata in ospedale dopo che il figlio ha scoperto cosa era successo e ha chiamato i soccorsi.

«Credo che fra i due episodi - prosegue Tortora - non ci siano legami. Sembrano due vicende totalmente indipendenti l’una dall’altra e quindi non è emersa, nella riunione di questa mattina (ieri, ndr) l’idea che ci sia una banda che compie rapine in serie in provincia di Ferrara». Sui due casi, ci tiene a sottolineare il prefetto, «stanno svolgendo le indagini le forze dell’ordine. Si tratta di casi, ripeto, che presentano caratteristiche particolari e un po’ strane, da approfondire per poter meglio orientare il lavoro degli investigatori che al momento non escludono nessuna ipotesi». Tortora annuncia anche che «le forze dell’ordine intensificheranno la vigilanza e sorveglianza nelle zone dove sono avvenuti gli ultimi episodi, aggiungendo questo impegno agli altri interventi svolti in queste settimane per migliorare la sicurezza in provincia. Ma sarà possibile avvalersi anche della collaborazione di reparti provenienti da Bologna». Rivolgendosi ai cittadini li invita «a segnalare ogni situazione che possa apparire strana o sospetta. Meglio una telefonata in più che una in meno». Per il consigliere regionale leghista Alan Fabbri, però, ce n’é abbastanza per chiedere l’intervento del ministro dell’Interno. Sono «cronache agghiaccianti», scrive, i due fatti avvenuti nei giorni scorsi in provincia, e commenta: «Il Ferrarese sta diventando una nuova Gotham City. Alfano deve muoversi a inviare rinforzi, il territorio è sotto minaccia e a rischio sono soprattutto i più deboli”. Fabbri già dopo l’aggressione di Mesola aveva inviato una lettera ad Alfano invocando il potenziamento dell’organico delle forze dell’ordine. «In un momento come questo il governo non può pensare di tagliare risorse alle forze di polizia - afferma - né pensare di usare le prefetture come agenzie viaggi per i clandestini. Stupiscono i silenzi dei partiti di governo, Pd e Ncd. Le forze dell’ordine stanno facendo tantissimo, e le ringraziamo, ma sono minacciate da un governo che sta sottraendo loro risorse e presìdi, e approva reati come quello di tortura, un insulto per un paese che si dice civile. Il sindaco Tagliani scenda in strada a fianco dei suoi agenti, scoprirà una Ferrara insicura e, magari, si accorgerà che è ora di darci un taglio con buonismo, immigrati, accoglienza indiscriminata e degrado».

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