Assessore, l'aspettiamo al barbecue
L'editoriale del direttore Stefano Scansani
Già lo immagino. Ci manderanno a dire che comunque c'erano, che la loro apprensione è tanta, il loro interesse è intenso. E produrranno carte su carte per dimostrare che quello che sto per scrivere non è vero. Ma lo scrivo. Nell'emergenza delle Valli del Mezzano che bruciano impestando l'aria dei Lidi, i grandi assenti sono l'assessore regionale competente e il grappolo delle associazioni ambientaliste così battagliere e sempre pronte a denunziare. Li prendo uno alla volta. Paola Gazzolo, Pd, ha una delega che sembra un giuramento militare. La trascrivo: assessore alla difesa del suolo e della costa, protezione civile e politiche ambientali e della montagna. Tolta la montagna, che nel Ferrarese non c'è, questo incarico va a pennello con ciò che capita nella Valle del Mezzano.
Capita nella Valle del Mezzano, sia per la combustione della torba e gli effluvi notturni sulla costa, sia per i vincoli ambientali che tutelano quest'area nel Comune di Ostellato. Nonostante le deleghe e l'emergenza, l'assessore non ha potuto partecipare alla riunione con i sindaci, i consiglieri regionali e i tecnici che venerdì mattina si è svolta nel municipio di Portomaggiore. Non metto in dubbio le ragioni, le urgenze, gli improrogabili impegni e gli imprevisti eventi.
Se l'assessore non ha potuto essere qui venerdì allora venga domani: darà buona prova della sua preoccupazione e del suo impegno per risolvere il problema. Ci manderanno a dire che, però, alla riunione hanno partecipato tecnici dirigenti regionali d'alto livello, come Poggioli e Valbonesi. Appunto perché sono tecnici, a Portomaggiore è mancato l'interlocutore politico. Ci manderanno a dire che comunque c'erano i consiglieri regionali Calvano (che è anche segretario Pd dell’Emilia Romagna) e Zappaterra (ex presidente della Provincia). Ma non appartengono al governo regionale. Anzi, erano a casa loro. È inevitabile che ci fossero. Il primo è proprio di Ostellato e la seconda è di Gambulaga di Portomaggiore. Serve anche gente "estera" per capire che quello che succede qui non è un problema di Ostellato, una storia ch'è finita sulle spalle del sindaco Marchi, ed evaporando di notte s'espande nella giurisdizione comacchiese del sindaco Fabbri.
Si tratta di un incidente ambientale che riguarda tutto il territorio, sia per le ricadute che per il futuro immediato della tutela e conservazione delle aree naturalistiche. A questo punto faccio planare sulle Valli del Mezzano la seconda assenza. Quella delle associazioni ambientaliste, tipo Legambiente o Wwf, Lipu et similia. Fino a questo momento - sono trascorsi otto giorni dal principio del fenomeno - da loro non si è levato un grido di dolore, non ci è giunto un documento, non c'è segno di mobilitazione, nonostante nella Valle del Mezzano siano andati carbonizzati 36 ettari di terreno incolto, un irriproducibile habitat per migliaia di volatili.
Nonostante qualche ambientalista urli e si agiti non appena, che ne so, nei costipati edilizi Lidi, vien su un muretto strano o sono minacciati un paio di alberi. Probabilmente perché l'entroterra, l'immensa landa delle Valli, non ha pubblico, non è un'arena politica, dà poca soddisfazione. Ammetto che per scendere in campo e prendere posizione serve tempo e studio, quindi attendo che qualcuno si manifesti domani. Quel domani - ripeto - vale anche per l'atteso sopralluogo dell'assessore regionale.
Questo pressing è motivato da uno stato di fatto che proprio la politica ambientale ha preteso: i 18mila ettari della Valle del Mezzano rappresentano la più grande Zona di Protezione Speciale determinata e normata dall'Unione Europea. La superficie è parte di Rete Natura 2000. Di conseguenza la questione non è una fisima grigliata a Ostellato e una ricaduta affumicata ai Lidi di Comacchio. È europea, ed è la Regione a garantire, coordinare, controllare il rispetto dei vincoli sottoscritti dai proprietari privati (gli agricoltori). In cambio di contributi molti privati hanno scelto di mantenere nel loro fondo porzioni naturali, incolte, zone di ripopolamento degli uccelli selvatici. Questi i duplici motivi della riunione a Portomaggiore: la combustione della torba e i vincoli che stanno per scadere.
Gli amministratori locali vogliono scongiurare che nel periodo scoperto, in assenza di convenzioni, l'agricoltura egemonizzi tutta la Valle: far convivere la tutela ambientale e le attività agricole. Più pomodori, meno aironi e garzette? Oppure uguali pomodori, uguali aironi e garzette? O, ancora maggiore manutenzione e convivenza tra pomodori, aironi e garzette? Non sembra, ma il problema è europeo. L'aspettiamo, assessore.
s.scansani@lanuovaferrara.it
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