Stop ai dazi sul riso Cresce la produzione ma calano i prezzi
Cenacchi (Consorzio Tutela): serve un impegno politico per sostenere un patrimonio economico e ambientale
È stato firmato il 4 agosto l'accordo che eliminerà quasi tutti i dazi sul riso tra l'Unione Europea e il Vietnam: saranno infatti 80.000 le tonnellate di riso esenti da tariffe che si vanno ad aggiungere alla già importante quantità importata da Cambogia e Myanmar (che rappresentano il 25% delle importazioni Ue). Ne parliamo con Giampaolo Cenacchi, presidente provinciale, regionale e vicepresidente nazionale della sezione Riso di Confagricoltura, nonché consigliere del Consorzio di tutela del Riso del Delta del Po Igp.
Le varietà di riso coinvolte da questo nuovo accordo non sono quelle prodotte direttamente nella provincia di Ferrara: ci saranno degli effetti anche nella nostra zona?
«Le varietà Indica coinvolte in questi accordi si coltivano storicamente in Piemonte e Lombardia, dove si concentra oltre il 90% della coltivazione di riso in Italia. Con la riduzione del prezzo del risone Indica, queste regioni stanno convertendo le coltivazioni alla varietà Japonica tipica del nostro territorio (Carnaroli, Arborio e Baldo) e l'immediata conseguenza sarà un aumento delle tonnellate prodotte e un abbassamento del prezzo sul mercato».
La nostra provincia da sempre è vocata a questa coltura, come fare per tutelare questa importante produzione?
«Dati relativi alle coltivazioni nel 2015 in Emilia Romagna indicano che la provincia di Ferrara ha una produzione di riso pari al 91% di quella regionale (7.238 ettari su 7.962 totali). La coltura del riso nella nostra provincia (4,5 metri sotto il livello del mare) è molto importante poiché impedisce la risalita del cuneo salino, è fondamentale per la riproduzione dell'avifauna e garantisce un basso rischio idrogeologico attraverso l'attività del Consorzio di Bonifica. Importante anche l'attività del Consorzio di tutela del Riso del Delta del Po Igp, che affianca e aiuta i risicoltori locali, guidandoli attraverso un mercato di nicchia che sta riscuotendo sempre più il riconoscimento dei consumatori e della grande distribuzione organizzata. Non si dimentichino anche i contratti di filiera tra risicoltori e industria, che danno la possibilità ai risicoltori stessi di non essere in balìa di questo mercato altamente fluttuante. Chiediamo quindi un forte impegno politico a livello regionale per sostenere la risicoltura ferrarese come patrimonio economico, ambientale e sociale, anche attraverso l'introduzione di misure specifiche nel Psr in linea con quanto emanato da altre regioni con vocazione risicola. Importante anche la sensibilizzazione dei consumatori verso un prodotto di alta qualità. Confagricoltura Ferrara è partner di “Chef to Chef” per l'evento “In viaggio verso Expo” (24 e 25 agosto): un vero e proprio viaggio nelle eccellenze enogastronomiche della Regione fino ad arrivare a Expo. Fondamentale anche il convegno organizzato proprio dal Consorzio di Tutela del Riso del Delta del Po Igp il 29 agosto in occasione de “Le giornate del riso” di Jolanda di Savoia, per parlare dei temi di internazionalizzazione e di grande distribuzione».
Andrea Tebaldi
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