«Guai a chi dice se l’è cercata: va aiutata»
«Non oso immaginare le ferite psicologiche, oltre che fisiche, che quella ragazza, senza dubbio sprovveduta, si porterà dietro per la vita. Oltre al terrore di avere contratto malattie. Oltre a...
«Non oso immaginare le ferite psicologiche, oltre che fisiche, che quella ragazza, senza dubbio sprovveduta, si porterà dietro per la vita. Oltre al terrore di avere contratto malattie. Oltre a quello di approcciarsi in futuro a un qualsiasi uomo».
Così Elisabetta Aldrovandi (nella foto), avvocato, referente per Modena e responsabile legale nazionale del Dipartimento Tutela Vittime di Fratelli d’Italia, ma anche referente dell’associazione L’Italia Vera, con sede a Milano, che tutela le vittime da ogni genere di violenza, censura lo stupro e si sofferma sulle conseguenze psicologiche per la vittima. Aldrovandi critica apertamente chi su Facedbook dice “Se l’è cercata”. «Avendo sempre considerato uomini e donne esseri di pari intelligenza, mi chiedo: quante donne avrebbero stuprato e picchiato un ragazzo ubriaco che avessero fatto salire in auto? Guai a chi dice “se l’è cercata”, la ragazza deve essere al contrario aiutata a superare il gravissimo trauma subito».
Sarà però necessaria una dolorosa rievocazione di quei momenti terribili per cercare di fare luce su una vicenda che, a causa dello stato confusionale in cui si trovava la vittima, presenta ancora diversi punti oscuri che gli inquirenti in queste ore stanno cercando di chiarire. Oggi infatti la 24enne ferrarese sarà di nuovo convocata negli uffici della Questura di Modena per cercare di ricomporre, a mente più lucida, le fasi successive al suo abbandono del locale dopo un diverbio avuto con gli amici. Un black out della memoria interrotto nel momento in cui la polizia l’ha trovata ferita e sotto choc,
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
