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«La morìa di vongole sta danneggiando anche Comacchio»

«La morìa di vongole sta danneggiando anche Comacchio»

Fantini: per noi della Papillon 150mila euro in meno e non siamo l’unica cooperativa impegnata nella pesca

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COMACCHIO. Dopo i casi dei giorni scorsi verificatisi nella Sacca di Goro, la morìa di vongole si è estesa anche alle acque del Comacchiese. Da due settimane infatti, è completamente bloccata l'attività di numerose cooperative detentrici delle concessioni lungo il canale navigabile parallelo alla strada provinciale 1b nel tratto Comacchio-Porto Garibaldi.

«Siamo fermi dal 23 luglio - spiega Raffaele Fantini, che fa parte della cooperativa Papillon -. Negli ultimi raccolti infatti, abbiamo riscontrato il 50-60 per cento di moria e tutto ciò ci ha costretto ad interrompere i lavori. In questo periodo abbiamo sentito il parere di diversi colleghi che scaricano la responsabilità del fenomeno al grande caldo estivo, ma a nostro avviso ci sono altre motivazioni che hanno portato a questa situazione».

Fantini analizza la questione dal punto di vista della propria cooperativa: «Per noi le temperature elevate incidono in minima parte. Il problema della moria è causato principalmente da scarichi di acque reflue provenienti da Valle Pega e dal canale Marino che inquinano i nostri canali e che dovrebbero essere maggiormente controllate dagli enti preposti. Attualmente infatti, non ci sono più addetti che verificano di persona le escursioni termiche dell'acqua perchè i sistemi di scarico vengono gestiti in modo automatizzato».

Una vera e propria catastrofe, costata davvero cara alle cooperative comacchiesi: «La nostra è una cooperativa composta da sette soci. -prosegue Fantini -. E queste due settimane di inattività, per quanto riguarda la coop Papillon, hanno causato mancati introiti per una somma che si aggira attorno ai 150mila euro e in questo modo si rischia di mettere in ginocchio il settore. Dobbiamo anche pensare che l'insieme delle cooperative dei Trepponti conta 300 persone, tutte con relative famiglie da mantenere. È evidente che l'acqua non gira per il verso giusto e sarebbero necessari anche interventi strutturali. Il problema più grande è che in questi casi non siamo tutelati - lamenta il pescatore- e fino ad ora nessuna amministrazione si è interessata della questione, nonostante i fatti siano ben noti a tutta la cittadinanza comacchiese».

Andrea Benazzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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