La Nuova Ferrara

Ferrara

i funerali in città

La “scuola” dell'ematologo Castoldi tra le migliori del mondo

Il rettore Nappi: eccellente clinico e docente. Il commosso ricordo dell’Ordine dei medici

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FERRARA. Una scomparsa che ha aperto un vuoto in tanti ambienti della città, a partire da quelli sanitari e accademici. Ma l’uscita di scena del prof. Gianluigi Castoldi ha suscitato cordoglio e dolore anche tra i tanti pazienti che lo hanno conosciuto e lo hanno avuto come riferimento mentre era in attività al Sant’Anna e dopo il suo pensionamento.

«Gianluigi Castoldi ha contribuito a dare lustro alla nostra università negli oltre 40 anni di servizio - scrive il rettore Pasquale Nappi - ha rappresentato un punto di riferimento per l'eccellenza nei risultati delle sue ricerche in campo ematologico e per le sue evidenti capacità didattiche che gli hanno altresì consentito di creare una importante scuola che tutt'ora pone Ferrara ai vertici dell'ematologia a livello internazionale. A lui - conclude Nappi - va il grato ricordo dell'Università di Ferrara».

Stima e cordoglio anche da Giorgio Zauli, futuro Magnifico dell’ateneo estense a partire dall’1 novembre prossimo. «Abbiamo perso uno tra i migliori ematologi italiani e fra i grandi clinici del nostro Paese - ricorda Zauli - Spesso mi sono occupato di ematologia sperimentale e Castoldi era un punto di riferimento speciale per gli studi in questa disciplina. Ma si distingueva anche per altre qualità: era sempre misurato nel rapporto con le persone, mai una parola fuori posto». Esprimono il «grande dispiacere e il profondissimo rammarico» dell’Ordine dei medici di Ferrara, i dirigenti Massimo Masotti e Bruno Di Lascio: «L’Ordine di Ferrara gli ha tributato due anni fa il riconoscimento “Medico d’Italia”. Lui ha collocato la Scuola ematologica ferrarese tra le migliori del mondo. Aveva una memoria prodigiosa, rigore professionale e capacità di aggiornarsi». Alfredo Potena, ex primario della Fisiopatologia respiratoria del Sant’Anna e medico internista in una clinica della città, lo ricorda «come mio insegnante di cardiologia, le sue competenze non si limitavano all’ematologia. Era un uomo di grande cultura che ha saputo portare a sintesi la pratica clinica e la grande preparazione scientifica». I funerali domani nella parrocchia del Perpetuo soccorso. (gi.ca.)

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