Siccità, frutta piccola ma più saporita
Parla Mauro Tonello vicepresidente nazionale di Coldiretti: il peggio è passato, ma per il futuro servirà un nuovo piano
Rischi e conseguenze negative sull’agricoltura dovuti al fenomeno persistente della siccità? Ci sono, certo. Ma - come qualche volta avviene anche in condizioni avverse - non tutto il male viene per nuocere. Perché a fronte delle indubbie preoccupazioni degli agricoltori alle prese con un’estate calda lunga e di cui non si ha memoria quanto a calura, alla fine a guadagnarci saranno le tavole degli italiani. Perché? Presto detto. Frutta più piccola nelle dimensioni, ma assolutamente più saporita. Meno volume, più aroma. In tempi in cui tutti concordano sul fatto che sono spariti i sapori di una volta. Ne è convinto uno dei massimi esperti di agricoltura del nostro Paese, un orgoglio tutto ferrarese perché si tratta di Mauro Tonello, vicepresidente nazionale di Coldiretti, personaggio schivo e quasi allergico alle ribalte televisive ma la cui competenza è al di sopra delle parti. Ieri la Nuova Ferrara l’ha raggiunto al telefono, ancora vicino ai tanti problemi da risolvere e ancora lontano dalle vacanze, come lo stesso Tonello ha confermato. Ma in cosa, e come, quindi, inciderà la siccità sulle colture agricole? «Non ci dovrebbero essere problemi di irrigazione - risponde Tonello - perché il livello di fiumi e canali è sì preoccupante, ma non così tanto da mettere a rischio l’irrigazione stessa dei terreni agricoli. Problemi di quantità di acqua, dunque, non dovrebbero esserci - prosegue il numero 2 nazionale di Coldiretti - . Piuttosto - aggiunge - se vi saranno ulteriori periodi con queste temperature a lievitare saranno i costi per gli agricoltori perché servirà più acqua per irrigare e più energie elettrica per le macchine agricole utilizzate». Se in condizioni normali potevano essere sufficienti 5 ore di annaffiatura, ora - spiega ancora Tonello - bisogna attrezzarsi per un ciclo anche di 12 ore di irrigazione, il che naturalmente comporta spese maggiori». Ma questi caldi persistenti, ecco la novità, giocheranno al 99% a favore, come si diceva, della qualità dei prodotti che finiranno sulle tavole, in particolare la frutta. È lo stesso Tonello a spiegare gli effetti “benefici” del caldo torrido: «La frutta rimarrà più piccola nelle dimensioni - spiega Tonello - ma sarà senza dubbio più saporita. Penso alle mele, alle pere, alle pesche e a qualche altro frutto. Insomma - conclude il vicepresidente della Coldiretti - ci saranno tavole di qualità quanto a sapore. Ciò detto, va però sottolineato che, se questo 2015 l’abbiamo quasi superato senza drammi veri, per i prossimi anni serviranno piani ben ragionati sull’approvvigionamento di acqua perché non ci potrà andare sempre bene. E sarà bene pensarci fin da ora».
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