Torba, indagini sulle responsabilità del rogo
Le chiede il sindaco Marchi. Quasi estinto l’incendio della torba sull’area di oltre 25 ettari, ma confermati controlli continui
OSTELLATO. «L'incendio dello strato torboso che ha interessato un’area agricola nel Mezzano, con un’estensione di oltre 25 ettari, e sviluppatosi presumibilmente intorno al 1º agosto», ieri era «in avanzata fase di estinzione». E ora sarà «cura delle competenti autorità individuare eventuali responsabilità in ordine all'accensione dolosa o colposa del fuoco». Così la nota ufficiale diramata in mattinata dal Comune di Ostellato, che di fatto ridimensiona una situazione che negli ultimi giorni ha tenuto in apprensione mezza provincia, con il fumo e l’acre odore dell’incendio della torba che si sono riversati in particolare sulla costa. Restano ancora - come evidenzia il sindaco Andrea Marchi - «alcune piccole fumarole che sono oggetto di attenzione e monitoraggio». E proprio su una di queste zone, a ridosso della strada provinciale, ieri mattina sono dovute intervenire le squadre dei vigili del fuoco di Portomaggiore: causa dell’incendio della torba al di sotto del terreno avevano preso fuoco sterpaglie, che sono state spente, mentre si è provveduto a irrorare l’area per bloccare anche l’incendio della torba. Intanto, per precauzione si è provveduto «ad irrorare ulteriormente l'area - spiega il sindaco - e si sta provvedendo ad effettuare continue verifiche dello stato di fatto, verifiche che continueranno nei prossimi giorni sino al completo spegnimento dell'incendio».
Le operazioni coordinate dal sindaco hanno visto impegnate oltre al personale del Comune di Ostellato e di Comacchio, dieci uomini della Protezione civile, funzionari della sala operativa dell’Agenzia regionale di Protezione civile, due funzionarie della Provincia di Ferrara - Servizio Protezione civile, il geometra Mauro Rinaldi del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, con l'assistenza dell’Arpa - Sezione Provinciale di Ferrara e dei vigili del fuoco, nonché dell'Asl di Ferrara. «Si sta provvedendo, quale sistema individuato dello spegnimento di un'area così vasta, all'allagamento dell'intera area, dopo averne delimitato e arginato i confini, utilizzando - continua la nota del Comune di Ostellato - un sistema di pompe per una complessiva capacità di irrorazione pari a 1.200 litri al secondo, con una stima ad oggi di oltre 500.000 metri cubi di acqua prelevati dal vicino canale circondariale e dal reticolo irriguo». Nessun problema in ogni caso per la salute, visto che «le esalazioni e le emissioni sono monitorate da Arpa Sezione Provinciale di Ferrara, senza che, al momento, si siano verificati sforamenti dei parametri di legge. Vista l'ubicazione dell'area non vi è mai stato pericolo di coinvolgimento di fabbricati, abitazioni o persone; piuttosto le azioni - continua la nota del Comune di Ostellato - sono state organizzate al fine di evitare l'interessamento di altre aree agricole con sottofondo torboso e abbattere le esalazioni moleste e sgradevoli avvertite in gran parte della provincia con particolare intensità sul litorale comacchiese».
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