«Un canale per garantire l’irrigazione»
Lo chiedono agricoltori ed allevatori che intanto ieri hanno incontrato il sindaco
POGGIO RENATICO. Gli agricoltori e allevatori poggesi hanno lanciato, ieri in municipio, un grido di dolore per richiamare l'attenzione sulla necessità di realizzare un canale per l'irrigazione utile per combattere la siccità estiva che mette a repentaglio le loro produzioni. Atos Bortolotti, Marco Zanella e Matteo Luppi, per i frutticoltori, e Michele Prandini per gli allevatori, insieme al sindaco Daniele Garuti e alla giunta vogliono richiamare dunque l'attenzione sull'importanza di completare la realizzazione del canale Ciarle. Un canale che parte dal Diversivo, territorio di Sant’Agostino, e si sviluppa in due rami. Uno per arrivare fino a Gallo, attraversando il territorio poggese; l'altro, nella parte nord, che punta verso i comuni di Mirabello e, appunto, Sant’Agostino. Il progetto, vecchio di oltre 30 anni, è stato realizzato solo fino a Chiesa Nuova. Per il territorio poggese serve la realizzazione del terzo stralcio dei rimanenti 7 km e arrivare a Gallo.
Il costo è di 1,8 milioni di euro ma la realizzazione è in un unico progetto che comprende anche la parte nord, vigaranese e mirabellese, per un costo totale di 10 milioni di euro.
L'opera è immediatamente cantierabile ma non ci sono i soldi per farla partire. «Non puntiamo il dito contro nessuno - spiega Bortolotti presidente consorzio Opera - ma vogliamo richiamare l'attenzione della politica. Nel Poggese ci sono tante aziende agricole con impianti frutticoli e zootecnici, altamente specializzati, che hanno assolutamente bisogno di acqua per le irrigazioni». Interessati sarebbero circa 800 ettari di impianti frutticoli e zootecnici con un indotto di diverse centinaia di persone sul versante occupazionale. «Abbiamo creato - ha aggiunto Zanella - dei frutteti all'avanguardia con nostri investimenti e incentivi europei. Ci hanno spinto a fare questo, perché ora non ci fanno arrivare l'acqua per irrigare?».
La richiesta è semplice. Visto che la parte nord del progetto Ciarle non ha problemi di irrigazione, perché non stralciare dal progetto unico il ramo poggese che, con 1,8 milioni di euro di spesa, renderebbe meno problematico il reperimento dei fondi, rispetto ai 10 milioni di tutto il progetto, e quindi più facile la realizzazione. (g.b.)
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