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Coop Alleanza 3.0 al via La parola passa ai soci

Coop Alleanza 3.0 al via La parola passa ai soci

Assemblee separate tra Coop Estense, Adriatica e Nord Est per dare l’assenso al progetto di fusione di quella che diventerà la più grande cooperativa europea

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Il progetto è partito lo scorso marzo (anche se in realtà i “corteggiamenti”, regolarmente andati a vuoto, sono iniziati anni fa), l’atto di fusione scatterà a settembre e per il gennaio del 2016 l’unificazione sarà sostanziale in tutto e per tutto. È il percorso temporale relativo alla nascita del colosso cooperativo Coop Alleanza 3.0, direttamente dall’unione di tre realtà fondamentali a livello nazionale nel settore della grande distribuzione come Coop Estense (marchio ben conosciuto nella provincia di Ferrara), Coop Consumatori Nordest e Coop Adriatica. Il nome della nuova “creatura” in effetti si lascia notare e unisce il richiamo alle radici, ai valori e alla secolare storia del movimento cooperativo, con lo sguardo rivolto al futuro, alle relazioni interattive e in costante evoluzione dei mondi digitali e della rete.

La maxi coop che ne deriverà ha numeri impressionanti: circa due milioni e 700mila soci, quasi cinque miliardi di euro di fatturato annuale, 419 punti vendita e oltre 22mila dipendenti. Stiamo parlando a tutti gli effetti della più grande cooperativa italiana ed europea. «La fusione – si legge nell’articolo di primo piano di “Consumatori”, la rivista dei soci di Coop Estense in corso di distribuzione in questi giorni – è anche una sfida per la cooperazione di consumatori (ma non solo quella) per rilanciare il proprio ruolo, dopo anni segnati, per milioni di soci e famiglie italiane, dalle difficoltà di una crisi economica senza precedenti. E per riaffermare che la cooperazione può e deve essere uno strumento attuale ed efficace per rispondere ai bisogni delle persone, per garantire convenienza e generare sviluppo sostenibile».

Tra gli obiettivi, quello di rafforzare il mercato domestico e di rilanciare il marchio nel sud Italia, dove al momento non gode di buona salute. Per gli analisti, la nascita dell’unico grande polo è il tentativo di evitare le strade battute nel settore edilizio, dove alcune realtà storiche cooperative (tra cui Coopcostruttori), rimaste disaggregate, sono entrate in una grossa crisi che in alcuni casi ha portato al fallimento. «In operazioni di questa portata gli obiettivi sono più di uno – ha spiegato in un’intervista il presidente di Legacoop, Mauro Lusetti, che ha guidato a lungo Nordiconad -: raggiungere una “potenza di fuoco» che ci permetta di competere sul mercato dei beni di consumo, dove uno dei fattori chiave è la dimensione delle aziende; quindi mettere insieme le forze, anche finanziarie, consentirà infatti di svilupparci in nuovi territori, investendo sullo sviluppo della rete e nuovi prodotti». Sulla fusione saranno chiamati a esprimersi i soci, tramite una serie di incontri pubblici, in programma nelle prime tre settimane di settembre; per la precisione, le assemblee di zona di Coop Estense si terranno dal 7 al 16. Nel corso di queste assemblee verrà votato il nuovo statuto della maxi cooperativa, ma saranno anche eletti i rappresentanti all’assemblea generale che le tre realtà in via di fusione terranno in contemporanea il 3 ottobre, per ratificare quanto deciso dalle assemblee dei soci. Va ricordato che Coop Estense nasce nel 1989 dall'unificazione di Coop Modena e Coop Ferrara, ma opera anche nella regione Puglia e nella provincia di Matera, in Basilicata. Coop Nordest invece sorge nel 1995 dall'unione di Coop Nordemilia e di Coop Consumatori Friuli-Venezia Giulia; è attiva in ampie aree dell'Emilia, della Lombardia, del Trentino, del Veneto, del Friuli-Venezia Giulia. Infine Coop Adriatica è la coop di Bologna che spazia in Romagna, nelle Marche e nel Veneto.

Fabio Terminali

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