La Nuova Ferrara

Ferrara

La nuova banca e il passato che incombe

di Marcello Pradarelli

Gli ultimi anni al setaccio di Procura di Ferrara, Tribunale di Milano, Tar del Lazio, Tribunale delle Imprese di Bologna

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A settembre - con l’arrivo del Fondo Interbancario e l’innesto di 300 milioni di euro, più che bastevoli per acquisirne il totale controllo - la Cassa di Risparmio di Ferrara sarà fecondata e prenderà forma l’embrione da cui scaturirà la Nuova Carife, una creatura che per crescere avrà bisogno di una guida solida, un robusto partner bancario che dovrà subentrare in tempi ragionevoli al tutoraggio del Fidt.

La transizione verso il futuro - con tutti i suoi annessi e connessi, compreso il ruolo della Fondazione, il nome dell’unico ferrarese che siederà nel nuovo cda a predominio Fidt, il destino dei warrant da convertire in titoli azionari nel 2018 - è il tema che dovrebbe essere in cima all’ordine del giorno del dibattito. Ma disgraziatamente e necessariamente l’oggi e il domani di Carife si intersecano con il passato, quello imperfetto e quello prossimo. Ed è la Carife di ieri a occupare quasi tutti gli spazi del confronto e della polemica come dimostra la selezione di opinioni che viene riproposta qui a fianco.

E sarà così anche nei prossimi mesi, perchè il passato imperfetto di Carife già adesso è al vaglio della Procura di Ferrara che ha aperto un fascicolo (al momento senza indagati). E presto, il 15 ottobre, sarà esaminato dal Tribunale delle Imprese di Bologna, che dovrà pronunciarsi sull’azione di responsabilità civile promossa dai commissari di Bankitalia nei confronti di chi ha amministrato Carife dal 2007 al 2013: 31 persone chiamate a saldare un risarcimento danni di 100 milioni. Nelle stesse settimane dovrebbe riaprirsi a Milano il processo Vegagest che vede imputato per truffa ai danni di Carife l’ex dg Gennaro Murolo: condannato in primo grado, assolto in appello e nuovamente rispedito davanti ai giudici dell’appello dalla Cassazione.

Il 2 dicembre sarà invece il Tar del Lazio a occuparsi del passato prossimo, cioè del commissariamento deciso da Bankitalia nella primavera del 2013. Andrea Malfaccini, membro del collegio sindacale di Carife dal 2010 al 2013, ha promosso, con il conforto di Sergio Lenzi e Ennio Manuzzi, un’azione legale contro il Ministero delle Finanze e Banca d’Italia in cui si sostiene che non vi erano i presupposti tecnico-patrimoniali per commissariare Carife, in quanto non si tenne conto della fiscalità differita che avrebbe riportato in sostanzioso attivo i conti della banca.

Da Milano e Roma, passando per Bologna e Ferrara, gli ultimi 7-8 anni di Carife saranno passati al setaccio ed esaminati da diversi punti di vista e le decisioni a loro volta susciteranno reazioni. I primi passi della Nuova Carife saranno contrassegnati da questi costanti ritorni di fiamma, da conti obbligatori da fare con il passato ma difficilissimi da chiudere e impossibili da condividere da parte dei soggetti protagonisti.

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