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«Ci devono dare subito tutti i nostri soldi»

«Ci devono dare subito tutti i nostri soldi»

A Ro la protesta con presidio dei soci-dipendenti di due lavanderie Incontrato anche il sindaco. Per le aziende si tratterebbe di un malinteso

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RO. Ieri mattina verso le undici un gruppo di soci-dipendenti delle due lavanderie (Glory e Mercedes) di Ro ha protestato con un presidio per denunciare una situazione difficile e che, secondo gli stessi lavoratori, avrebbe persino assunto aspetti ricattatori. Secondo l'azienda, si tratterebbe in gran parte di un malinteso. Davanti ai cancelli il sindacalista Marco Corazzari della Filctem-Cgil che spiega come «dal luglio dello scorso anno le aziende allora individuali si sono trasformate in srl (società responsabilità militata). Hanno convinto alcuni dipendenti ad entrare a far parte delle società stesse, per poter mantenere il posto di lavoro con una percentuale che non dava loro possibilità di intervenire sulla gestione. Dopo accertamenti da parte di Ispettorato del Lavoro ed Inps, i lavoratori-soci dovrebbero essere inquadrati come dipendenti (con diverse contribuzioni). A questo punto le aziende, che si sono opposte all'interpretazione dell'Inps, hanno proposto le loro modalità di pagamento - dice il sindacalista - comunicando l'indisponibilità a retribuire la mensilità di luglio e parte della contribuzione per lavoro autonomo relativa al 2015 se non a particolari condizioni che la Filctem-Cgil e i lavoratori ritengono ricattatorie. La mensilità di luglio va assolutamente pagata, e mantenuti gli impegni relativi al pagamento della contribuzione nei confronti dell’Inps». I lavoratori impegnati nella protesta, una quindicina, hanno manifestato con ordine e tranquillità.

«L’azienda vuole che firmi una liberatoria - ci ha detto Alessandro Pigozzi - oppure non paga il mese di luglio. In famiglia lavoro solamente io. Voi come lo chiamate, questo? Ricatto? Io voglio soltanto quello che mi spetta per aver lavorato». Stesso discorso per Irina Iacob: «Non voglio nulla di più e niente di diverso rispetto a quello che mi spetta». Poco dopo le 12.30 sono arrivati anche i carabinieri della stazione di Ro. Controllano, identificano e se ne vanno. A quel punto il gruppo si sposta in municipio, e viene ricevuto, poco dopo le 13 , da parte del sindaco roese Antonio Giannini. «Sul piano umano- ci ha detto il primo cittadino - non posso che esprimere la massima solidarietà di chi ha vissuto da cassintegrato la vicenda della Berco. Sul piano istituzionale, farò il massimo sforzo possibile per avviare e sviluppare un dialogo ed un confronto costruttivo tra le due parti sociali, unico strumento realmente efficace a mia disposizione».

Alessandro Bassi

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