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Concorrenza non leale contro Carife? A Cento c’è sconcerto

Stefano Scansani
Concorrenza non leale contro Carife? A Cento c’è sconcerto

Attese le mosse di Carice dopo le allusioni di due sindacalisti della banca ferrarese. Ipotizzate segnalazioni all’Antitrust. La banca centese si sarebbe già tutelata

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CENTO. Insinuazioni di sindacalisti su una concorrenza “non leale”. Illazioni sull’utilizzo dei dati appresi durante la permanenza nel data room di Carife. Voci non confermate su una segnalazione dei commissari di Carife all’Antitrust su una banca che avrebbe profittato della debolezza dell'istituto di corso Giovecca e dell’accesso ai dati.

È inevitabile che, incrociando tutte queste allusioni, il filo porti direttamente a Cento. Alla Cassa di Risparmio di Cento, coincidente per interessi e contigua per geografia a Carife. Siccome la città del Guercino non è lontana, e nonostante sotto Ferragosto nessuno là sia disposto a parlare dell'argomento spinosissimo, abbiamo captato forte malumore. È in ballo la reputazione di Carice e quindi - nonostante l'imperforabile silenzio del direttore generale Ivan Damiano, e del presidente Carlo Alberto Roncarati - non è da escludere una imminente presa di posizione. Non crediamo che Carice utilizzerà solo il metodo ordinario e soft del comunicato stampa. Le temperature ci fanno immaginare una rottura del suo proverbiale riserbo sia su Ferrara che su Roma.

Tutto è principiato nel momento in cui l’istituto centese ha chiesto e ottenuto di accedere al data room di Carife con la finalità di verificare lo stato della banca commissariata e quindi decidere se comprarla o meno. Questo cammino è stato avviato nel settembre dell'anno scorso, dopo che anche la Popolare di Vicenza aveva svolto la stessa analisi, autorizzata dalla Banca d’Italia. L’istituto veneto più tardi si è defilato per una serie di accadimenti che lo hanno visto direttamente coinvolto, ed è svanito dall'orizzonte della Giovecca.

Buoni i propositi di Carice, salutati con interesse anche dalla Fondazione Carife e dal municipio di Ferrara. In un comunicato del 29 settembre Roncarati chiariva: “Nel frattempo, in ossequio agli impegni di riservatezza che abbiamo assunto, non dirameremo alcun tipo di informazione”. Un giuramento. A fine ricognizione l’addio all'impresa e un ulteriore pronunciamento da parte di Carice. Segmento finale del comunicato del 26 dicembre: “Nel rispetto degli impegni di riservatezza a suo tempo assunti, questa Cassa non rilascerà attraverso i propri rappresentanti alcuna ulteriore dichiarazione al riguardo”. È certo che a fronte della crisi e delle incertezze la Cassa di Risparmio di Ferrara ha registrato decrementi nella raccolta. Nella loro relazione all’assemblea del 30 luglio i commissari Antonio Blandini e Giovanni Capitanio hanno spiegato che circa la raccolta, “la variazione del dato a marzo 2015 su quello il dicembre 2012 si attesta ad un decremento del 22,3 per cento”.

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Risalgono al 9 giugno i riferimenti quasi espliciti alla concorrenza locale. Sono stati pronunciati da due sindacalisti a un’assemblea dei dipendenti Carife. Nicola Cavallini, Fisac Cgil: “I clienti continuano ad essere sollecitati dalla concorrenza sulla base della paura, mentre la notizia dell'ingresso del Fondo dovrebbe avere una connotazione positiva. Abbiamo già segnalato formalmente alcuni casi che riteniamo di concorrenza non leale, e ci risulta sia partita una diffida formale nei confronti di una banca del territorio”. Filippo Mascina, Fabi: “Circolano notizie palesemente terroristiche, di disinformazione, su di un intervento che non è distruzione di valore, ma al contrario una scommessa molto forte sulla nostra banca”. Da questi presupposti l’ipotesi non confermata che i commissari abbiano segnalato la questione all’Antitrust. E da ciò lo sconcerto a Cento e, probabilmente, un’azione di tutela già avviata e qualcun’altra già pronta sulla scrivania. Questione di giorni. Dopo Ferragosto.

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