Gorino, gran caldo eccezionale moria di pesci
GORINO. Il 23 luglio quando la grande chiazza anossica "acqua bianca" lascio l'abituale perimetro a ridosso del porto di Gorino per invadere almeno 1.200/1.300 ettari dei totali .2.700 della Sacca...
GORINO. Il 23 luglio quando la grande chiazza anossica "acqua bianca" lascio l'abituale perimetro a ridosso del porto di Gorino per invadere almeno 1.200/1.300 ettari dei totali .2.700 della Sacca di Goro (circa il 50%), l'allerta fu massima, infatti le concessioni della zona centro orientale della Sacca registrano una moria del 50-70 e anche del 100% delle vongole. In quelle giornate, successe un fatto eccezionale del quale pochi hanno parlato, ovvero una moria di pesci quali acquadelle, anguille, granchi, gamberi cefali, di proporzioni gigantesche, quintali di pesci morti che galleggiavano nella Sacca e nelle Valli di Gorino, un disastro ambientale e all'ecosistema (terreno in completo stato di putrefazione). Tutto questo è passato in sordina tra l'indifferenza generale perche' a subire questo disastro non sono stati piu' di 20/30 pescatori che operano nella Sacca di Goro e nelle Valli di Gorino con le reti da posta, gli ultimi depositari di una tradizione di pesca che ha portato fino alla fine degli anni 80 (prima dell'avvento delle vongole) reddito alla quasi totalita' delle famiglie di Gorino. Questi pescatori sono soci delle Cooperative di Gorino e del Copego, pero' sono quasi degli invisibili in quanto la loro attivita' non viene di fatto riconosciuta, nonostante un discreto incremento nell'ultimo periodo anche di giovani che si affacciano a questa attivita'. Queste persone si sono ribellate all'idea di lavorare un paio d'ore al giorno nelle concessioni demaniali. Questi pescatori ad ogni estate vengono colpiti dal fenomeno dell'acqua anossica e avrebbero anche qualcosa da dire anche sui sistemi di ricambio dell'acqua, visto che sono i soli pescatori con la p maiuscola. Con Giovanni Milani abbiamo scambiato alcune opinioni al porto di Gorino: «quest'anno è stato un vero disastro, una moria eccezionale di pesci come da anni non se ne vedevano, l'acqua anossica è arrivata fino ad oltre la meta' della Sacca, le Valli di Gorino sono state invase, un disastro ambientale di proporzioni enormi, non parlo per interesse personale come qualcuno crede, quello che è successo danneggia tutti pescatori e non. Su ricambio dell'acqua con alcuni amici pescatori avremmo voluto dare un contributo di idee, purtroppo non è stato possibile. E non parlo solo per il pesce, faccio un esempio: fino a sette-otto anni fa le vongole erano sparse in tutta la Sacca, nei bassi fondali si pescavano con le mani, ora queste zone sono putrefatte, probabilmente qualcosa è stato sbagliato, ma nessuno lo ammette, intanto la Sacca e le Valli di Gorino continuano a morire».
Odino Passarella
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