Abusivi in casa «Dalle istituzioni soltanto silenzio»
Sfratto impossibile a causa della presenza dei 70 cani Lo sfogo: «Per la legge mia madre vale meno di un animale»
«Per le nostre istituzioni locali, mia madre vale meno di un cane». Ha pazientato tantissimo, la signora Emilia Gavioli. Lo ha fatto per cinque lunghi anni, aspettando che la sua casa di Fondo Reno venisse finalmente liberata da coloro che la occupano abusivamente insieme a una settantina di cani. E ha continuato a farlo per mesi, dopo le assicurazioni da parte delle istituzioni che si sarebbero occupate del caso, per aiutarla a sbloccare una situazione che definire ingiusta e paradossale è poco. Ora che il silenzio è tornato a pesare come una condanna sulla sua odissea, scandita da inutili tentativi di ingresso dell’ufficiale giudiziario (il prossimo è fissato per il 1º ottobre) la signora è tornata a rivolgersi alla “Nuova Ferrara” che a più riprese si è occupata del caso.
«Dal mese di gennaio 2015 - quando uscì il primo articolo sul giornale e uno successivo di aprile 2015, oltre al programma in diretta tv "Mi mandaraitre" del 3 e 10 febbraio 2015 che si è occupato di questo caso - a oggi la situazione non è cambiata - scrive la signora Gavioli - il problema è ben lontano dall'essere risolto. Mi chiedo, anzi chiedo direttamente ai Rappresentanti delle "Istituzioni per Legge preposte" se e quando avranno intenzione di fare davvero qualcosa per risolvere questa squallida vicenda. Non è più tollerabile, da parte delle Istituzioni Cittadine, nascondersi dietro il paravento dell'adeguata sistemazione dei cani e del loro "benessere"».
Le dichiarazioni di intenti e la successiva immobilità hanno reso «evidente - prosegue Gavioli - che non c'è alcuna volontà di agire e l'amara considerazione che ne consegue è che un qualunque privato cittadino si trovi nella necessità di vedersi riconosciuto un diritto- nel caso presente rientrare in possesso dell'abitazione occupata abusivamente e utilizzata per scopi diversi dall'uso abitativo-è veramente solo e impotente di fronte all'ottusa e irritante arroganza dei burocrati».
Al tempo stesso, però, il sistema che sembra cieco di fronte a una palese violazione delle regole subìta dalla famiglia Gavioli, mostra di vederci benissimo quando si tratta di applicare le norme a suo carico: «È - conclude la signora - avvilente dover ammettere che mia madre, comproprietaria della suddetta casa, da cinque anni non percepisce un centesimo di affitto per tale immobile (l'Imu comunque non viene scontata, anzi); di conseguenza, essendo anziana, malata e ormai inferma non dispone attualmente delle risorse sufficienti a pagare una persona che possa assisterla, tuttavia per le nostre Istituzioni locali mia madre vale meno di un cane».
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