Candeggina rovina il vestito «Il rimborso però non arriva»
BONDENO. I risarcimenti per i capi rovinati da prodotti difettosi, a volte, arrivano. Appunto, a volte. Perché capita anche che, al netto di procedure certosine, con scambi di corrispondenza e...
BONDENO. I risarcimenti per i capi rovinati da prodotti difettosi, a volte, arrivano. Appunto, a volte. Perché capita anche che, al netto di procedure certosine, con scambi di corrispondenza e fotografie di un capo rovinato, il tutto si areni per anni o per sempre. E' quanto accaduto ad una cittadina di Bondeno, la quale aveva acquistato una confezione di candeggina in un supermercato locale. Andando verso il parcheggio, si era accorta di una perdita, nella confezione, che immediatamente aveva provocato macchie indelebili sui suoi capi di abbigliamento. La donna è ritornata prontamente nel negozio, chiedendo come fare e si è vista indicare una procedura per accedere ad un risarcimento del danno, visto che la confezione sigillata di candeggina era evidentemente difettosa. Inizia da qui una lunga trafila di lettere inviate, anche con posta elettronica, con allegate le immagini dei capi rovinati. Il caso viene preso in esame dall'azienda che si occupa della questione risarcimenti ed il 25 marzo, la cliente danneggiata viene invitata a mandare i dettagli dei capi rovinati: costo, marca, data di acquisto, se possibile corredata da scontrino fiscale. Chiaro che, viene da dire, nessuno è tenuto a conservare uno scontrino di una maglia acquistata mesi prima, ma il danno c'è e, come si suol dire, soprattutto si vede. Nella fattispecie, nel pantalone grigio da donna, acquistato quattro mesi prima in un negozio di Bondeno, per un valore di una sessantina di euro, e in una maglia da donna nera con rifiniture, acquistata nello stesso periodo, per un valore di una quarantina di euro. Un centinaio di euro di valore che poteva almeno in parte essere recuperato, facendo fede la parola del negozio e la fotografia dei capi interessati. La responsabile della società incaricata di gestire i risarcimenti invia la ricevuta di ritorno per la mail di richiesta, ma il tutto si blocca lì. Nel frattempo, più di due anni dopo, il supermercato ha "levato le tende" dal territorio, ritirandosi dal mercato. Lasciando la cittadina ad attendere, forse per sempre, un risarcimento che probabilmente non arriverà mai più. Un caso che ha dell’incredibile ma è la pura realtà. Per la consumatrice il danno, del capo di vestiario macchiato dalla candeggina e la beffa ovvero un risarcimento dovuto e mai arrivato e per via del fatto che il supermercato ha chiuso i battenti anche il rimborso è destinato a non arrivare mai.
Mirco Peccenini
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