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IL CASO

CariCento: non accettiamo insinuazioni

Gian Pietro Zerbini
CariCento: non accettiamo insinuazioni

Il presidente della banca centese interviene per replicare alle accuse di concorrenza sleale mosse da un sindacalista Carife

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FERRARA. «Concorrenza sleale? Queste insinuazioni non ci riguardano e siamo pronti a tutela la nostra immagine anche sul piano legale».

La risposta ufficiale di Carlo Alberto Roncarati, presidente della CariCento non si è fatta attendere. Con una lettera aperta, ferma e decisa, il numero uno della banca centese, vuole sgombrare il campo dalle illazioni sull’operato non trasparente e su comportamenti scorretti messi in atto da parte di un non meglio precisato istituto di credito, prendendo come riferimento le dichiarazioni fatte da un sindacalista durante un’assemblea del giugno scorso.

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In quella occasione Nicola Cavallini della Fisac Cgil comunicò alla platea dei colleghi: «I clienti continuano ad essere sollecitati dalla concorrenza sulla base della paura, mentre la notizia dell'ingresso del Fondo dovrebbe avere una connotazione positiva. Abbiamo già segnalato formalmente alcuni casi che riteniamo di concorrenza non leale, e ci risulta sia partita una diffida formale all’Antitrust da parte dei commissari nei confronti di una banca del territorio».

La CariCento si sente quindi chiamata in causa in quanto il cerchio si restringe visto che si parla di una banca del territorio e di un istituto che ha potuto avere accesso alla data room di Carife.

«Il nostro Istituto - sottolinea Roncarati - si è sempre attenuto al pieno rispetto dell’etica e delle regole scritte e non scritte che ogni banca è tenuta ad osservare. Di conseguenza, pur volendo rifuggire da fastidiosi o sterili polemiche, ritengo di dover puntualizzare con fermezza che le insinuazioni riportate non ci riguardano, riservandoci comunque di intraprendere eventuali specifiche iniziative di tutela, anche di carattere legale». Roncarati e la banca centese passano quindi al contrattacco, respingendo quelle accuse di concorrenza sleale e le insinuazioni su un operato non corrette al vaglio degli organi di vigilanza bancari.

Rapporti tesi quindi tra le due banche del territorio, anche perché in questi anni di commissariamento della Carife, la CariCento ha investito maggiormente sul territorio a differenza della concorrenza ferrarese in oggettiva difficoltà. E non è un segreto che quella centese punti a diventare la banca di riferimento di tutto il territorio ferrarese.

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