Nell’afa ferrarese che voglia di fascia ruspa e panchina
Dalle aspirazione dell’assessore Modonesi alla stella Monti passando per il maya e il celto della Lega. Buon 15 d’agosto
Chi spera che il Pungiglione vada in vacanza, sbaglia. Proprio adesso? In piena estate, e coincidentemente alla Fiera mondiale della Zanzara di Berra? L’assillo non può trovare pace. E si diverte. La prima segnalazione è a qui a sinistra. La fascia tricolore è indossata dagli assessori quando il sindaco non c'è o non può. Quando il sindaco deve essere rappresentato. Mi vien da credere che Aldino Modonesi, assessore ai lavori pubblici di Ferrara, voglia sostituire Tagliani, sempre. Perché Modonesi sui social mette e rimette la sua foto con fascia. Deve impazzire dalla voglia di fare il sindaco. L’attesa è comprovata dalla concupiscenza con la quale guarda la fascia. Ma siccome mancano 4 anni alle Comunali e tutto in politica può succedere, egli attende col visore tridimensionale. Il suo collega vicesindaco di Ferrara Massimo Maisto fa lo stesso, ma in panchina. Chissà se e quando lo chiameranno in campo. In altro settore, potrebbe venire convocato nel nuovo consiglio d’amministrazione della Nuova Carife Sergio Cesare Capatti a rappresentare la ferraresità (che non ho ancora capito bene che cos’è e a cosa serve: è qualcosa di ducale, è legata al pasticcio ferrarese?). Capatti fu vice di Santini, e Ferrara ha una gran voglia di nuovo. Ripropongo la rima che la Nuova mi concesse di ricamare in prima pagina: Al momento l'unico nome che è circolato è quello di Sergio Cesare Capatti. Ma i giochi non sono ancora fatti. Ma della Vecchia Carife non ricordate i ritratti? Un vicepresidente fu Capatti. Ho seguito con attenzione anche la polemica che, onda su onda, investe il sindaco di Comacchio Marco Fabbri. Il quale viene accusato d’aver pigliato una nuova rotta dopo l’espulsione dal movimento di Beppe Grillo. Parla con gli imprenditori locali. Si confronta con gli edilizi. Cioè ha contatto con gli impresari delle villette e dei campeggi pigliando chissà quali patologie. La foto qui sotto è emblematica: Fabbri sottoposto alla manìa comacchiese dell’edificazione. La torretta è di legno, alta. Servirà ad avvistare anche qualche partito di grossa stazza per poter affrontare con più serenità le elezioni comunali del 2017?
Anche a Comacchio la Lega incombe per il suo profilo ruspista e anche maya. Ecco, negli ambienti del consiglio regionale, a Bologna, qualcuno avvicina il profilo di Marco Pettazzoni di Cento a quello classico dei Maya, civiltà precolombiana. Che chissà come si sposa con quella celtica a cui guarda il capogruppo in Regione Alan Fabbri. Entrambe le culture credevano negli spiriti-guida. Ecco, Fabbri è lo spirito-guida di Pettazzoni. Anche l’arcivescovo Luigi Negri ha avuto a che fare con i grillini. Loro hanno provato a far pagare una tassa per l’utilizzo del sagrato. 5mila euro l’ora. Lui ha sospirato che loro non dovrebbero venire in chiesa. Cosa che in dialetto ferrarese suonerebbe così: ma andè a mésa. Non dimentico che il progetto della catene davanti al duomo è lì per lì per essere cantierato (oggi si dice così). Un contentino per l’arcivescovo che ogni tanto tuona contro le invasioni di campo della movida? Mah. Negri ha detto che vuol vederci chiaro. Qui lo scrivo e qui lo nego: mi pare che l’arcivescovo tenga sulla corda il sindaco Tiziano Tagliani.
Chi ha autorità creativa e fa quel che le pare è la preside dell’Istituto Navarra-Vergani. Roberta Monti si è appuntata una stella da sceriffo. Le motivazioni possono essere due. È una preside star. È consapevole che a lungo andare capita di diventare stardust (polvere di stelle). Zzz
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