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Ferrara, furti e rapine in Certosa. Allo studio le contromosse

Ferrara, furti e rapine in Certosa. Allo studio le contromosse

La vastità dell’area rende complicato un sistema di videosorveglianza. Non esiste ancora un piano Amsefc (servono risorse economiche ingenti)

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Vasta e dispersiva, l’area della Certosa monumentale di Ferrara può trasformarsi in un “terreno di caccia” per persone senza scrupoli che, approfittando di anziane sole intente a sistemare le tombe dei loro cari, hanno gioco facile ad aggredire, scippare, rapinare. L’ultimo episodio in ordine di tempo risale alla giornata di Ferragosto, quando una donna di 74 anni è stata avvicinata da un giovane nelle vicinanze dell’area crematoria. Il ragazzo le ha puntato un coltello addosso ed è poi fuggito in sella alla bici della signora, con tanto di borsa nel cestino con soldi, documenti e cellulare. Il ritardi con cui l’episodio è stato denunciato (proprio per la sottrazione del telefono unita allo choc della vittima) rende più difficili le indagini dei carabinieri, ed è per questo che, all’indomani di episodi del genere, si ripropone il tema della sicurezza nell’area cimiteriale e della tutela del pubblico. Un problema ben noto all’Amsefc, che da tempo ha provveduto a far installare telecamere a circuito chiuso in corrispondenza degli uffici amministrativi, mentre appare meno agevole ipotizzare un impianto di videosorveglianza che copra anche la vasta area delle sepolture. Al momento, fanno sapere dall’Amsefc, esiste la volontà di attrezzare la Certosa con dispositivi di prevenzione che facciano da deterrente a furti e rapine, ma non esiste ancora un piano concreto che dovrà del resto fare i conti con la disponibilità di risorse che, nel caso di una zona ampia e complessa come la Certosa, si annunciano certo ingenti.

Quello che, a Ferragosto, ha visto vittima la pensionata di 74 anni, non è certo l’unico episodio del genere avvenuto nell’area di San Cristoforo. Il più curioso, e culminato nell’arresto del responsabile, risale al giugno dell’anno scorso quando un uomo che indossava la maglia della Spal aveva rubato la borsetta a una donna che stava sistemando i fiori sulla tomba del figlio. In quel caso, però, la vittima aveva con sè il cellulare e aveva potuto avvertire in tempo reale le forze dell’ordine. Una Volante della polizia, perciò, poco dopo non aveva avuto difficoltà a individuare il ladro in fuga, con quella maglietta della Spal, e l’uomo, un quarantenne già conosciuto alle forze dell’ordine, era stato arrestato e il maltolto era stato recuperato.

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