Comacchio si culla nel sogno Loren
Con il conferimento della cittadinanza onoraria si spera che la protagonista de “La donna del fiume” possa tornare
COMACCHIO. Circola dalla primavera scorsa la voce di un possibile trionfale ritorno di Sophia Loren in laguna e l’occasione parrebbe essere riconducibile al conferimento della cittadinanza onoraria alla grande diva del cinema. Manca solo una decina di giorni all’inaugurazione della prima mostra sul cinema, incentrata proprio sulla figura di una stella, divenuta una celebrità internazionale, il cui nome resta scolpito e legato indissolubilmente a quei luoghi del Delta del Po, in cui ha girato il film La donna del fiume di Mario Soldati. La riconoscenza da sempre tributata dai comacchiesi alla Loren attraverso il conferimento della cittadinanza onoraria consentirebbe di rinsaldare e confermare un legame viscerale di stima e di affetto ad un’attrice straordinaria che, attraverso la citata pellicola di Mario Soldati, ha saputo veicolare in tutto il mondo le immagini più belle ed evocative del territorio. Ancora oggi ad accogliere i turisti che fanno il loro ingresso negli uffici informazioni turistiche dei lidi è proprio il volto sorridente di Sophia in un manifesto in bianco e nero, che la ritrae con una latta di anguille marinate prodotte dalla vecchia Azienda Valli, dove furono girate numerose scene della celebre La donna del fiume.
A 60 anni dall’uscita del film l’amministrazione comacchiese e il Centro di documentazione cinematografica del Delta del Po, inaugurato in primavera, vogliono stimolare la scoperta di un nuovo itinerario escursionistico, attraverso la visita ai set del film, dalla Manifattura dei Marinati, dove la protagonista Nives si occupava della marinatura delle anguille, sino a Lido Volano, dove si girarono le scene leggendarie del ballo e della rissa, sino alla casa in cui la giovane operaia viveva, a Taglio della Falce. A Comacchio sono in tanti ad incrociare le dita per quello che potrebbe, a giusta ragione, definirsi un evento epocale, ossia l’atteso ritorno della divina Loren, facendo magari combaciare l’inaugurazione della mostra e i 60 anni dell’uscita de La donna del fiume con il conferimento della cittadinanza onoraria. Non c’è dubbio che nell’immaginario collettivo il nome di Comacchio ancora oggi è legato alla bellezza di una donna straordinaria, divenuta celebre in tutto il mondo. Sono tre i simboli associati alla capitale del Parco del Delta del Po: i Trepponti, le anguille e la bellezza dirompente di una giovanissima Sophia Loren che passeggia al fianco di Rick Battaglia coi classici zoccoli di legno, tra le caratteristiche vie del centro storico lagunare.
Katia Romagnoli
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