Ferrara, un caso di morte sospetta per legionella
Paziente deceduto al S. Anna un mese dopo il ricovero. Indagine per accertare se l’infezione è stata contratta in ospedale
FERRARA. È entrato in ospedale per un problema di carattere cardiaco all’inizio dello scorso luglio. È morto un mese dopo, nei primi giorni di agosto, mentre era ancora ricoverato all’ospedale di Cona, dove ora si cerca di capire se ad ucciderlo è stato il batterio della legionella.
Al momento si tratta di un sospetto. Per chiarire la vicenda sono già stati avviati tutti gli accertamenti medico-legali e sanitari per stabilire se la causa del decesso possa essere in qualche modo collegata all’infezione e soprattutto se il contagio sia avvenuto in ospedale, durante il periodo di ricovero.
La conferma che un’indagine interna su questo caso è in atto nell’azienda Sant’Anna viene dal direttore sanitario, Eugenio Di Ruscio. «Il paziente (un uomo, ndr) presentava anche una patologia polmonare che ha poi indotto i medici ad effettuare ulteriori esami e il test sull’antigene urinario che dapprima è risultato negativo e in seguito positivo. Al momento non siamo in grado di dire se il paziente ha contratto l’infezione durante il ricovero o in precedenza. Abbiamo attivato un’apposita procedura che include anche una revisione dell’assistenza offerta al paziente in ogni fase del ricovero e dell’attività di controllo sugli impianti della struttura sanitaria», precisa di Ruscio. In pratica si vuol chiarire anche se la gestione del piano di sicurezza è stata conforme alle prescrizioni.
L’ospedale deve effettuare tutti gli adempimenti necessari per minimizzare o, nelle aree in cui vengono ospitati pazienti con sistema immunitario compromesso, azzerare il rischio di infezione attraverso specifici interventi nei luoghi dove il batterio vive e prolifera, in particolare le tubazioni idriche.
Il procedimento può prevedere l’iperclorazione dell’acqua, lo shock termico, l’adozione di filtri speciali. Una delle vie di trasmissione della malattia è l’aspirazione di vapori contaminati, che può avvenire ad esempio nelle docce.
«Il paziente è stato ricoverato con una patologia rilevante che può avere ripercussioni sul sistema respiratorio - prosegue Di Ruscio, al Sant’Anna dalla scorsa primavera dopo l’insediamento del nuovo direttore generale, Tiziano Carradori - al momento non conosciamo con certezza la causa di morte. Abbiamo trasmesso il carteggio all’Igiene Pubblica (Asl, ndr) e ci atteniamo a tutte le procedure previste per questi casi». Carradori, che è stato fuori Ferrara per qualche giorno, rimanda alle considerazioni del direttore sanitario e precisa: «Il batterio della legionella è ubiquo. I controlli vengono eseguiti periodicamente e da quanto sappiamo non hanno evidenziato concentrazioni particolari, tali da prospettare un possibile rischio sanitario».
La notizia del decesso ha suscitato un diffuso stupore. Il Nuovo Sant’Anna è stato aperto tre anni fa, dopo una lunga serie di controlli e bonifiche a seguito della scoperta, nelle condutture del polo sanitario, di ceppi di batteri della legionella. Proprio nei giorni (novembre 2011) in cui avrebbe dovuto svolgersi il trasloco nella sede attuale, a Cona (poi rinviato di alcuni mesi fino al maggio 2012), all’ex Sant’Anna di corso Giovecca morì un’anziana di 71 anni che aveva contratto la legionella. Nel maggio di quest’anno una sentenza della magistratura civile ha condannato l’azienda ospedaliera a risarcire la famiglia della paziente mentre il processo in corso a due medici della direzione sanitaria potrebbe concludersi nel 2016.
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