Sei di Ferrara se... sei civile anche su Facebook
L’amministratore minaccia di chiudere il gruppo con 14mila membri. «Troppi insulti»
FERRARA. L’idea era quella di divertirsi scoprendo immagini, modi di dire, piatti tipici e altre curiosità di Ferrara. Oppure scambiare informazioni utili su come “vivere” la città. Ma da tavolata virtuale il gruppo Facebook “Sei di Ferrara se...” ha cominciato ad assomigliare sempre di più, a detta del suo stesso amministratore-fondatore Sergio Ferretti, a «un’arena dove i leoni della tastiera si sfidano a colpi di insulti».
Così qualche giorno fa, dando un segnale importante e aprendo una riflessione tutt’altro che peregrina sull’uso e abuso delle “community”, ha annunciato al gruppo la volontà di prendersi una pausa «almeno fino a settembre», dopo essersi visto costretto a limitare «la possibilità di postare autonomamente in seguito ai recenti litigi tra utenti e attacchi personali». Tra qualche settimana Ferretti deciderà se «passare il testimone a qualcuno, nominare altri amministratori o chiudere il gruppo», ma fin da ora non fa mistero che l’avventura di “Sei di Ferrara se...”, pur dall’alto dei suoi 14.000 utenti registrati in un anno e mezzo di vita, è stata una delusione.
Dopo un crescendo di contestazioni al regolamento considerato troppo rigido, post inopportuni, reazioni scomposte per un post cancellato, fino agli insulti personali, Ferretti è arrivato alla conclusione che è mancata la necessaria maturità perché il gruppo riuscisse ad autoregolarsi, e da qui l’ipotesi di risolvere il problema a monte, chiudendolo.
«Il regolamento è stato chiaro fin dall’inizio - spiega - I post dovevano avere contenuti originali, evitando quindi link ad altre pagine o annunci di compravendita per i quali ci sono siti appositi». La cancellazione di post non in linea con lo spirito della pagina è stato uno dei motivi di attrito. A cui si sono aggiunte antipatie sorte tra utenti con conseguenze immaginabili: «Certi post li ho dovuti togliere perché erano andati davvero troppo oltre. Scritti da persone che magari nella vita reale non sono così aggressive ma davanti a una tastiera si trasformano e tendono a perdere il controllo. Così uno scambio di opinioni può diventare un infinito botta e risposta monopolizzato da due utenti, del tutto fuori luogo rispetto alle finalità del gruppo. A volte ho visto atteggiamenti francamente un po’ ridicoli, come arrabbiarsi per il basso numero di “Mi piace” totalizzato da un post. Altre volte, mi spiace dirlo, sono stato costretto a “bannare” qualche utente, che non l’ha presa molto bene».
Ce n’è abbastanza per fare un respiro lungo e meditare sul da farsi. Non tanto per l’impegno che richiede amministrare un gruppo del genere («non più di un’ora alla sera, potendo contare su qualcuno che mi dava una mano»), ma per l’amarezza di vedere trasformato quello che doveva essere divertimento, leggerezza, fantasia in permalosità, insulto, intolleranza. «Dispiace soprattutto - sottolinea Ferretti - perché la maggior parte dei 14.000 utenti sono civili e rispettosi, ma è bastata una minoranza non altrettanto corretta per compromettere lo spirito del gruppo». Non se l’aspettava, Ferretti, che tempo prima aveva creato un altro gruppo facebook in omaggio al suo paese di origine “Sei di Longastrino se...”, e non l’aveva visto diventare preda dei “leoni della tastiera”. (a.m.)
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