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Ferrara, ucciso dall’ex pugile: a novembre l’appello

Ferrara, ucciso dall’ex pugile: a novembre l’appello

Condanna in primo grado a 6 anni e 8 mesi per la morte di Andrea Bartolini I familiari della vittima: pena troppo mite. La difesa: ci fu provocazione

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FERRARA. Tra due mesi Francesco Semeraro, 36 anni, l’ex pugile che ha ucciso a pugni il ferrarese Andrea Bartolini, 45 anni, si giocherà il tutto per tutto. Il 27 novembre l’uomo - condannato per omicidio preterintenzionale a 6 anni e 8 mesi al termine del processo celebrato con rito abbreviato davanti al gup - comparirà davanti al giudici della Corte d’Appello.

Il processo di secondo grado era stato chiesto dal procuratore generale Carlo Maria Zampi che ha impugnato la sentenza pronunciata dal giudice Laura Barresi nel dicembre del 2014 facendo propria l’istanza dell’avvocato Mario Giordano, il legale che assiste la convivente di Bartolini, Lorella Zanin. Motivo principale: quella applicata è stata ritenuta «una pena eccessivamente mite» per quello che Semeraro ha commesso. E per questo Zampi ha chesto alla Corte d’Appello di «aumentare la pena inflitta anche previa l’eliminazione delle concesse circostanze attenuanti generiche».

Per ragioni diametralmente opposte si sono appellati anche i difensori dell’ex pugile, gli avvocati William Crivellari ed Elisabetta Burla. Che anzi hanno puntato soprattutto sull’imprevedibilità dell’evento. «La morte di Bartolini - hanno scritto - si è verificata quale conseguenza non voluta di una lite nel corso della quale Semeraro si è difeso come ha potuto e come sa». In questi mesi i difensori dell’ex pugile hanno anche cercato di analizzare il tragico episodio anche tenendo conto della personalità della vittima, che secondo i difensori di Semeraro, Bartolini era un personaggio difficile e aggressivo.

L’episodio era accaduto la sera del 15 novembre 2012 in via dei Moreri, a Roiano. All’inizio pareva solo una banale lite - senza gravi conseguenze - davanti a un bar tra due che avevano alzato il gomito. Invece i due pugni sferrati da Semeraro hanno portato Bartolini, di lì a poche ore, alla morte. Tutto, quella sera, era nato - da quanto è stato possibile ricostruire - dalla provocazione di Bartolini che era appena uscito dal bar “Tie break” assieme a un gruppo di amici, reduce da un’altra sosta in un vicino locale.

Bartolini - nella ricostruzione fornita dallo stesso imputato - avrebbe cominciato a insultare pesantemente Semeraro. Quest’ultimo, anziché allungare il passo, aveva risposto alle asserite offese. Sempre secondo la ricostruzione di Semeraro, Bartolini a quel punto gli aveva piazzato una violenta testata. Semeraro aveva risposto con i pugni. L’altro era crollato sull'asfalto privo di sensi. Poi, secondo l'accusa, Semeraro aveva continuato a picchiarlo sferrandogli quando era riverso a terra anche alcuni calci. Le parti civili sono rappresentate oltre che dall’avvocato Mario Giordano anche dal collega ferrarese Giacomo Forlani.

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