Cavour-Giovecca, commercianti perplessi sulla chiusura
Tiepida accoglienza alla proposta dell’assessore Serra di riproporre in autunno il blocco del traffico come per l’Open May
FERRARA
Chiudere per tre fine settimana tra settembre e ottobre l'asse Cavour-Giovecca, da via Spadari a via Montebello, a favore del passaggio pedonale di cittadini e turisti è una proposta che fa storcere il naso ai commercianti della zona.
Per la maggior parte di loro infatti, la proposta lanciata dall'assessore al commercio Roberto Serra, è poco funzionale se non addirittura dannosa.
«L'idea di chiudere la strada al traffico per favorire il flusso pedonale in sé è bella ma - riflette Giacomo Guerzoni, del “Caffè del mercante” - per la nostra attività potrebbe essere dannosa. Non basta chiudere un tratto di strada per avvicinare la gente al centro, occorre organizzare eventi e manifestazioni sennò la via si fa deserta».
Secondo Lorenzo Bianchini, edicolante situato in largo Castello, l'Open May (ovvero la precedente puntata di questa iniziativa, svoltasi lo scorso maggio) non portò grandi differenze: «Più o meno la clientela rimase la stessa, non vidi né cali né aumenti. Se si vuole fare, facciamolo e poi vediamo cosa succede… proviamo». Tra i negozianti, titolari di attività differenti, si fa più o meno scudo e la frase che va per la maggiore è: «Non è un gran periodo per fare esperimenti». Altro punto all'ordine del giorno che smuove le voci della gente è il cambio della viabilità, ovvero, trasformare gli assi Cavour - Giovecca e Porta Po - Porta Mare, in strade ad unico senso di marcia.
Per Lorenzo Chiarini di "Rosy Intimo", l'esperimento primaverile non fu cosa buona e giusta: «Negativo, assolutamente negativo. Le persone non passavano più di qua e quindi replicare, per più week end quella manovra, senza affiancarla ad iniziative specifiche, potrebbe rivelarsi deleterio. Sul senso unico invece - continua - ci si potrebbe ragionare. Se aumentassero i parcheggi a lato della via perché no? Il problema di questa strada è che in fondo non c'è più l'ospedale e quindi il passaggio si è notevolmente ridotto». Il parcheggiatore Alfredo Lanciotti non si formalizza troppo e senza tanti giri di parole spiega: «A me basta lavorare, finché ci riesco mi va bene tutto: i week end, la strada a senso unico… Basta che resti il lavoro».
Micaela Poli e Paola Zeni della tabaccheria “Havana” i fine settimana senz'auto potrebbero causare un problema: «Pur essendo molto vicini al centro noi -sostengono le due donne - non siamo in centro. Chiudere al traffico forse per noi sarebbe controproducente». A favore completo dell'iniziativa è invece Susanna Droghetti di “Elisa B.” che a maggio vide un incremento delle vendite durante l'Open May: «Di gente ce n'era e è stato un bel momento quindi perché non replicare?».
Chiara Finotelli, parrucchiera, non si pone il problema perché «per la maggior parte lavoro su appuntamento e quindi con o senza auto i clienti che scelgono di venire vengono. Però capisco che per coloro che hanno attività diverse dalla mia questo potrebbe costituire un problema». Infine, Mimma Bragaglia, titolare del negozio di scarpe “Preti”, il senso unico potrebbe funzionare mentre sui pomeriggi senz'auto afferma: «Credo che dovrebbe esserci più dialogo con i commercianti, certe scelte andrebbero discusse. Serve uno scambio di opinioni che ultimamente mi pare non ci sia».
Samuele Govoni
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