Impieghi nel volontariato partenza al rallentatore
Pochi i richiedenti asilo impiegati nelle associazioni a due mesi dall’accordo Caritas, Città del ragazzo, Vigarano e Gad in prima linea. Oggi si muove Ponte
Presentato due mesi fa, il progetto di impiegare una quarantina di profughi, in maniera «volontaria, libera e soprattutto gratuita», in attività a sfondo sociale, sta cominciando a concretizzarsi solo in questi giorni.
Il punto di riferimento per le undici associazioni ferraresi che hanno aderito al progetto è Carla Berti dell'Asp di Pontelagoscuro che per questa mattina ha convocato don Silvano Bedin, parroco del paese, e Loretta Trampolini presidente del Centro di promozione sociale Il Quadrifoglio, per entrare nel merito. «Complessivamente - ha precisato don Silvano - io coinvolgerò due profughi in attività parrocchiali mentre Loretta è probabile che ne richieda tre che daranno una mano all'interno del Centro dove c'è sempre molto da fare. In entrambi i casi si partirà al più resto». Stanno ancora delineando il percorso da compiere con molta cautela le associazioni che si dedicano alle disabilità (Dalla terra alla luna, Aias di via Cassoli), oppure Terraviva che è attiva soprattutto durante i periodi di vacanza, o ancora Cittadini del mondo 2 Grattacielo ed altre che sono impegnate in particolare durante il periodo scolastico. Si tratta di qualche settimana, fanno sapere, poi anche loro procederanno spedite. «Quelli che invece già da diverso tempo hanno avviato il progetto - riferisce Berti - sono le diverse realtà sociali e sportive di Vigarano. Mi riferisco al Canoa Club, al Centro sportivo, alla Caritas ed all'Aias locali dove sono già impegnati positivamente diversi profughi. A Ferrara invece stanno procedendo in modo autonomo e con grandi risultati sia la Caritas di via Borgovado che la Città del ragazzo».
Sono una ventina i profughi extracomunitari che si sono resi disponibili per le attività che quotidianamente svolge la Caritas diocesana. «Otto provengono dalla Comunità seguita da Viale K con sede ad Ospital Monacale - informai l presidente Paolo Falaguasta - ed una dozzina sono invece ospiti a Casa Betania; questi ultimi sono prevalentemente donne che sono impiegate in lavanderia, nelle pulizie ma anche insieme agli altri nella selezione dell'abbigliamento, nella mensa, nella distribuzione dei pacchi viveri e persino nei nostri orti dove coltiviamo le verdure. Sono tutti molto contenti di essere impegnati almeno nella metà della loro giornata mentre nell'altra metà studiano l'italiano».
Una decina di profughi sono stati accolti anche all'Opera Don Calabria per svolgere attività di accoglienza utile nel caso arrivassero dei connazionali.
Infine è partito anche il progetto in collaborazione con Hera che ha tenuto un breve corso di addestramento per due o tre profughi disponibili a svolgere attività di pulizia e manutenzione del verde nel quartiere Giardino. Su questa specifica iniziativa un primo bilancio lo tirerà direttamente il sindaco Tiziano Tagliani, all’inizio di settembre.
Margherita Goberti
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