La Fials: doppia faccia Cgil sulla mobilità del personale
Sulla mobilità territoriale e aziendale del personale di Asl e Sant’Anna la Fials chiede garanzie e colpisce con un metaforico ceffone la Cgil, rea di essersi «pubblicamente schierata» (in un’intervis...
Sulla mobilità territoriale e aziendale del personale di Asl e Sant’Anna la Fials chiede garanzie e colpisce con un metaforico ceffone la Cgil, rea di essersi «pubblicamente schierata» (in un’intervista concessa alla Nuova Ferrara dal neo segretario regionale della Fp-Cgil, Marco Blanzieri) «a favore della mobilità volontaria dei lavoratori». mentre «nelle "segrete stanze", a nostro avviso, avvalla le delibere dei neo direttori aziendali (n. 76 e n. 96 dell’1 aprile 2015), che negano tale diritto ai dipendenti ferraresi». La segretaria provinciale della Fials, Mirella Boschetti, riporta anche il testo della delibera: «In caso di unificazione di servizi ..... con la individuazione di una azienda capofila, può essere assegnato temporaneamente a tale azienda anche il personale dell'altra azienda...non deve essere acquisito il consenso dell'interessato». La Fials non ha firmato quelle delibere e anzi «ha formalmente richiesto il ritiro delle delibere n. 76 e n. 96 e ne ha chiesto una riformulazione rispettosa della normativa regionale e nazionale vigente in materia di mobilità, che è volontaria».
Gli altri sindacati, aggiunge Boschetti, non hanno firmato il verbale d'intesa interaziendale, ma tacciono sulle delibere. Gli eletti Rsu (15 su 57), prosegue la sindacalista, «firmano alla spicciolata, unendosi alla Cgil. La Fials è aperta al confronto, ma non firmera' il verbale interaziendale d'intesa del 18 giugno. Non firmarlo non è di impedimento alla stipula di accordi interaziendali, prova ne è che gli accordi interaziendali sono una realtà da anni». Le due aziende sanitarie, è la conclusione, «facciano un passo indietro, ritirino le due delibere e con esse la pseudo "interpretazione autentica" che nega la libertà di scelta ai lavoratori. Questione importante, visto che la "temporaneità" può durare da tre a sei anni per sopperire a carenze di personale e/o far fronte a riorganizzazioni/unificazioni di servizi sia provinciali che di Area Vasta che stanno venendo avanti senza chiarezza».
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