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primi numeri dalle secondarie

Scuola, pochi posti da assegnare

Scuola, pochi posti da assegnare

Gli istituti ferraresi hanna lasciato in fase B un centinaio di cattedre

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Cominciano a filtrare i primi numeri, ancora ufficiosi, sulle disponibilità di posti nelle scuole ferraresi per la cosidetta fase B, cioè le immissioni in ruolo su base nazionale riservate ai precari che hanno dato entro il 14 agosto la disponibilità a trasferirsi in tutte le province italiane. Si tratta di riscontri attesi con una certa ansia da parte di molti insegnanti ferraresi che hanno accettato la lotteria nazionale, sperando tuttavia di poter presentare subito domanda di trasferimento proprio sui posti B della provincia che, a loro volta, potrebbero essere lasciati liberi da altrettanti neo titolari provenienti da mezza Italia, a loro volta desiderosi di tornare vicino a casa. Queste speranze poggiano, tuttavia, su numeri piuttosto esigui: stando appunto alle indicazioni ufficiose, le scuole ferraresi mettono a disposizione in fase B 42 posti nelle secondarie di primo grado, dei quali 29 per il sostegno, e 48 posti nelle secondarie di secondo grado. Per quanto riguarda la scuola primaria, si conoscono con una certa approssimazione solo i posti di sostegno, 19, mentre per i posti comuni regna l’incertezza: c’è l’ipotesi che possano essere stati tutti assegnati nelle fasi precedenti, la 0 e la A, che erano definite a livello territoriale. Nel caso si sarebbe trattato di una stabilizzazione davvero mini, in quanto in totale sono state assegnate in quella categoria di scuola appena 36 cattedre in tutta la provincia.

Ieri a livello nazionale è circolata la notizia che i precari con la valigia in mano possono stare tranquilli almeno per un anno, in quanto il trasferimento avrebbe valore solo nell’anno scolastico 2016-17: «A quanto abbiamo capito - spiega Hania Cattani, segretaria Flc Cgil - più che una novità assoluta, si tratta della conferma che le assegnazioni di cattedra non avranno luogo entro le date necessarie per essere validi entro l’inizio del prossimo anno scolastico, e quindi gli interessati potranno accedere ad un altro anno di supplenza annuale, vicino a casa». Non si placano comunque le contestazioni sul metodo utilizzato dal ministero per le stabilizzazioni, anche se, secondo la responsabile scuola nazionale del Pd, Francesca Puglisi, fare assunzioni sulla base dei posti di supplenze avrebbe comportato una discriminazione per gli insegnanti del sud.

E restano le incertezze pe r il personale Ata di supporto.

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