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West Nile, paziente gravissimo a Cona

L’anziano positivo al virus trasmesso da zanzare infette L’uomo ha contratto la forma neurologica della malattia

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Ha 77 anni e da alcuni giorni è ricoverato al Sant’Anna nel reparto della rianimazione universitaria. Si tratta del primo paziente ammalatosi quest’anno in provincia di West Nile, malattia trasmessa dalla puntura di zanzare infette solitamente appartenenti al genere Culex (insetti attivi dalla sera all’alba). Le sue condizioni sono molto gravi avendo contratto la forma neurologica della malattia, che può comportare gli effetti più pericolosi per la salute, fino al decesso.

L’uomo è stato ricoverato a Cona attorno alla metà del mese e il test sierologico ha confermato la presenza del virus. In provincia un ceppo di zanzare infette era stato individuato poche settimane fa nel bondenese, una circostanza che ha fatto subito scattare le misure di sicurezza, comprese quelle che riguardano le donazioni di sangue. L’Avis ha comunicato che in provincia si può continuare regolarmente a donare: non è stato adottato il periodo cautelativo di sospensione perché su ogni sacca di sangue donato viene effettuata l’analisi per l’individuazione del virus. Nei giorni scorsi erano stati segnalati almeno due casi di WN in regione, entrambi a Reggio Emilia, un uomo di 54 anni e uno di 69. Numerose le province dove sono in corso misure di prevenzione.

La letteratura medica spiega che il virus non si trasmette da persona a persona, ma solo attraverso la puntura delle zanzare che restano infettanti per tutta la durata della loro vita. Nei serbatoi di infezione (uccelli migratori e animali domestici) il virus può persistere da alcuni giorni a qualche mese.

La malattia si manifesta nell’uomo dopo un periodo di incubazione variabile da tre a quindici giorni dopo la puntura infettante. La maggior parte delle infezioni decorre in modo asintomatico; i sintomi possono manifestarsi in forma simil-influenzale (nel 20% dei casi circa). In alcuni casi, molto più rari, sono possibili manifestazioni più gravi, a carattere neuroinvasivo, in particolare nelle persone anziane, nei bambini molto piccoli e nelle persone immunocompromesse, per cui la malattia si manifesta come una encefalite o meningoencefalite che può avere decorso mortale.

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