Ferrara, Camelot si aggiudica ‘l’appaltone’
La coop guida la cordata vincitrice del bando da 400 posti: era l’unica offerta
FERRARA: Nella partita dei profughi Camelot è uscita dalla finestra per rientrare dal portone. È di queste ore, così travagliate sul fronte del progetto Sprar, la conferma che la coop sociale ha invece vinto il bando più importante, quello che assegna 1.530.000 euro per la gestione di 400 posti profugo, nell’ambito dell’ex Mare Nostrum, cioè la seconda ondata di emergenze iniziate con gli sbarchi del 2014. Camelot è la capofila dell’associazione temporanea d’imprese delle quali fanno parte altri dieci enti: gruppo locale mons. Filippo Franceschi, Matteo 25, Accoglienza onlus, coop Ballarò, Amici della Caritas di Ferrara-Comacchio, Vivere qui, Viale K, Nadiya, Istituto don Calabria e Agriturismo Spagnolina.
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Si tratta, peraltro, dell’unica offerta pervenuta per il bando emesso dall’Azienda sociale, e prevedeva alcuni requisiti che sono risultati evidentemente insormontabili per eventuali concorrenti, tra i quali spicca l’aver gestito, nell’ultimo triennio (2012/14) servizi di accoglienza per almeno 1 milione di euro medio annuo. Proprio Camelot è probabilmente l’unica società ferrarese a poter rispettare questo limite, grazie agli affidamenti diretti (da circa 1 milione di euro l’anno) ottenuti dal Comune per i posti Sprar.
Tra i chiarimenti chiesti dagli interessati al bando, oltretutto, c’era quella sulla parte economica dell’asta, se cioè l’offerta, per essere considerata valida, potesse o no essere superiore alla base: 25 euro al giorno per ogni profugo effettivamente assistito. La risposta della stazione appaltante è stata che serve «un’offerta economica al ribasso sulla retta giornaliera», quindi «l’offerta economica non può superare in nessun caso la base d’asta». E il corrispettivo erogato alla cordata vincitrice sarà appunto pari a 25 euro.
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Il bando è valido per il periodo agosto-dicembre 2015, e può essere prorogato per altre due volte, quindi per ulteriori dieci mesi. È stato affidato all’Asp, cioè l’azienda pubblica che fino al mese scorso guidava la cordata vincitrice dell’appalto per questi stessi servizi, emanato dalla Prefettura. Quindi Asp è passata dalla posizione di gestore dei servizi a quello di ente appaltante.
Il bando appena affidato è stato oggetto, un paio di mesi fa, di un esposto della Lega Nord alla stessa Autorità anticorruzione, oltre che al Garante della concorrenza, nella quale si lamentavano una serie di elementi anti-concorrenziali: il mancato spacchettamento dei singoli servizi, il tetto del milione di euro, la tempistica troppo stretta. E in effetti c’è stata una sola offerta.
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