La Nuova Ferrara

Ferrara

la mostra inaugura il 28 agosto

Loren e Comacchio splendida storia anni Cinquanta

Loren e Comacchio splendida storia anni Cinquanta

COMACCHIO. «E’ un viaggio, un racconto nel territorio che prende le mosse 60 anni fa, quando fu girato il kolossal “La donna del fiume” di Mario Soldati e arriva ai giorni nostri, attraverso i...

2 MINUTI DI LETTURA





COMACCHIO. «E’ un viaggio, un racconto nel territorio che prende le mosse 60 anni fa, quando fu girato il kolossal “La donna del fiume” di Mario Soldati e arriva ai giorni nostri, attraverso i ricordi e le testimonianze di chi ha girato sul set con Sofia Loren, la stella di Comacchio». Alice Carli, assessore alla cultura, ieri mattina, dopo aver dedicato la giornata all’archeologo Khaled Asaad ucciso dall’Isis in Siria, ha ringraziato il Parco del Delta, Articolture, Opengroup, Andrea Samaritani, Paolo Micalizzi e Giampaolo Guidi per l’impegno sinergico, che consentirà venerdì 28 agosto (taglio del nastro alle 18) di inaugurare a Palazzo Bellini la prima mostra sul cinema. Convinto che questa sia «l’occasione per recuperare la memoria del territorio e metterla a sistema», Massimo Medri ha evidenziato che la produzione cinematografica e documentaristica del Parco del Delta non ha eguali ed è fondamentale, attraverso il centro di documentazione inaugurato ad aprile, «fare di questo patrimonio artistico uno strumento di conoscenza dei luoghi e di come sono evoluti». Stefania Marconi, curatrice della mostra insieme al regista e fotoreporter Andrea Samaritani, ha aperto un focus sulle quattro sale allestite a Palazzo Bellini, la prima delle quali dedicata alla scoperta delle locations individuate da Mario Soldati per girare “La donna del fiume” e con le foto di backstage fornite da Micalizzi, profondo conoscitore di cinematografia e del territorio. La seconda sala, grazie alle locandine d’epoca del film, raccolte dall’appassionato collezionista Giampaolo Guidi, illustra come il film sia stato diffuso a livello internazionale, mentre la terza sala è un percorso fotografico che mette in luce il bel clima che si instaurò tra la troupe e i comacchiesi. La quarta sala «dà voce ai vari set del film – ha spiegato Stefania Marconi - grazie al video documentario con le testimonianze raccolte da Samaritani». Quest’ultimo, entusiasta per il grande lavoro di ricerca, ha auspicato che la mostra possa essere «un punto di partenza per ulteriori approfondimenti, perché c’è ancora tanto materiale da portare a casa».

Katia Romagnoli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google