«Caporalato, una piaga per tutti»
Calderoni: nei campi le donne sono più sfruttate degli stranieri
«La vita nei campi è da sempre associata a una narrazione di fatiche, sacrifici e sofferenze ma non è umano il bollettino di vite spezzate delle ultime settimane».
A parlare è il presidente provinciale della Cia Stefano Calderoni. «Quelle che vengono dal sud - prosegue - sono storie di caporalato, di sfruttamento, di condizioni di lavoro inaccettabili che da un po' di tempo non riguardano più solo migranti ma ormai è una piaga che coinvolge a pieno titolo anche donne italiane. Negli ultimi mesi è emerso che i caporali preferiscono le donne italiane agli uomini stranieri, poichè i secondi hanno imparato a ribellarsi. Il Ministero delle politiche agricole ha chiesto la convocazione urgente della Cabina di regia della “Rete del Lavoro agricolo di qualità”. Con la Rete, introdotta con il provvedimento Campolibero e operativa da febbraio, per la prima volta in Italia si è creato un coordinamento per il contrasto dello sfruttamento nel lavoro agricolo, avviato un percorso di semplificazione e istituita una certificazione delle aziende agricole in regola, aumentando i controlli su quelle non iscritte alla Rete stessa. Purtroppo iniziative meritorie ma che rischiano di essere meramente formali se non sono accompagnate da un profondo cambio culturale nel paese». «Voglio essere esplicito - continua Calderoni - i primi a pagare il prezzo dell'illegalità siamo proprio noi agricoltori che operiamo rispettando le norme: subiamo la concorrenza sleale dei malfattori che sfruttando la forza lavoro si possono permettere di immettere sul mercato beni a prezzi più bassi dei costi di produzione. Serve pertanto un cambio di rotta a partire da un sistema di tracciabilità e certificazione che aiuti il consumatore a distinguere tra produttori “buoni e cattivi”, una certificazione etica seria e oggettiva. I cittadini non possono pretendere di aver sul banco del supermercato generi alimentari a prezzi stracciati e allo stesso tempo credere che siano sinonimo di qualità e legalità. La sfida verso un nuovo modello di produzione sostenibile riguarda anche Ferrara ed è una scommessa su cui dovremmo investire tutti, istituzioni, sindacati, cooperative, singole imprese e cittadini con l'obiettivo di costruire modelli virtuosi che siano anticorpi alla piaga dello sfruttamento e delle morti sul lavoro». (a.t.)
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