Copparo, è caccia aperta ai rapinatori della Mps
I carabinieri non tralasciano alcun indizio per catturare i malviventi Potrebbe trattarsi di professionisti del crimine già in azione in passato
COPPARO. È caccia aperta ai rapinatori che giovedì pomeriggio alle 14,30 hanno preso d’assalto la filiale del Monte dei Paschi di Siena utilizzando un camion come ariete puntandolo contro la vetrata della banca in retromarcia riuscendo a rompere i vetri antisfondamento, per poi entrare nell'istituto di credito facendosi consegnare i soldi (il bottino è di circa quindicimila euro). Un’azione spettacolare che è stata certamente pianificata. Diversi devono essere stati i sopralluoghi effettuati, così come le vie i fuga da seguire. Un ruolo importante lo potrebbe avere avuto un basista. I furti del camioncino cassonato e dell’auto Fiat Stilo (non è la stessa auto utilizzata per la rapina effettuata presso la filiale EmilBanca di Ostellato in quanto in quell’occasione è stato utilizzato un modello diverso) sono stati effettuati alcuni giorni fa nel Bolognese e poi i mezzi sono stati evidentemente nascosti da qualche parte. Il camioncino rosso con cassone, targato Pisa (notato, qualche tempo prima, parcheggiato in via Garibaldi), è arrivato davanti alla banca verso le 14.30. A bordo, due persone. Il furgone, poi, ha svoltato a destra per via Verdi, puntando in retromarcia l'angolo del cassone verso la banca. Da un bar vicino, situato in piazza del Popolo, alcuni avventori si sono accorti della situazione, pensando però ad un incidente stradale, non certamente che invece quella fosse la scena di una rapina. Nella banca, al momento della spaccata si trovavano sette impiegati.
I due malviventi , vestiti di scuro, da operai, uno con un berrettino e l'altro con un gilet a catarifrangenti, entrambi mascherati, sono entrati attraverso il vetro sfondato. L'istituto era chiuso al pubblico per la pausa del pranzo. All'interno sette dipendenti e la cassaforte principale temporizzata era chiusa, per cui i ladri si sono fatti aprire le casse prelevando i soldi sotto gli occhi degli impiegati presenti. Un'operazione fulminea poi la fuga. Ad attenderli un'auto di colore scuro, forse una Fiat Stilo blu o grigia, con a bordo un terzo rapinatore, partita a tutto gas. Il conducente sapeva bene quali strade percorrere infatti l’auto ha bruciato lo stop all'incrocio con via Idris Ricci, proseguendo su via Verdi, svoltando a destra verso la Circonvallazione dirigendosi poi verso Final di Rero dove l’auto è stata ritrovata. Qui, nascosta da qualche parte i banditi avevano un’auto “pulita” con la quale hanno poi proseguito la fuga. Le indagini dei carabinieri proseguono serrate.
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