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Ferrara, rave party: sgomberate 300 persone

Ferrara, rave party: sgomberate 300 persone

Identificati alcuni ragazzi ritenuti gli organizzatori del raduno in golena a Ravalle, la loro posizione è al vaglio degli inquirenti

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RAVALLE. La segnalazione è arrivata alla polizia ieri mattina, presto. Forse qualche ciclista o podista che si trovava a passare da via Anita, sull'argine del Po tra Pontelagoscuro e Ravalle, ha sentito dei rumori non proprio naturali provenire dalla golena.

Musica ad alto volume, schiamazzi e auto parcheggiate tra gli alberi: era in corso un rave party, una festa abusiva con un assembramento di centinaia di giovani e giovanissimi. Sul posto si sono recate le forze dell'ordine: quattro volanti della polizia, due dei carabinieri e una della guardia di finanza. Intorno alle 8,45, dopo un piccolo briefing necessario per stabilire la modalità di azione, gli agenti sono intervenuti. Hanno imboccato la strada normalmente percorsa solo da trattori e mezzi agricoli e raggiunto i festaioli, ancora ignari di tutto. Dopo pochi minuti la musica si è spenta nelle casse e al suo posto si sono alzati fischi e grida.

Le macchine parcheggiate erano un centinaio; circa il triplo le persone presenti. Le forze dell'ordine sono rimaste per quasi un'ora sulla riva del fiume, hanno identificato i responsabili e registrato tutte le targhe delle auto. Da quanto è emerso, non erano tutti pacifici e tranquilli, c'era anche qualche esagitato ma nulla di allarmante. Sul posto, per sicurezza e precauzione, è stata chiamata anche un'ambulanza. Polizia, carabinieri e guardia di finanza hanno invitato i presenti ad abbandonare il campo spontaneamente autonomamente.

Tornati in cima all'argine gli agenti hanno atteso lo sgombero dell'area, che ha occupato quasi l’intera mattinata e le operazioni si sono concluse attorno a mezzogiorno. Inizialmente la manovra si è svolta un po' a rilento ma poi, un po' alla volta, la zona è stata liberata. Un ragazzo, visibilmente preoccupato e amareggiato, diceva di essere stato colpito da altri che non volevano interrompere "la festa". Secondo quanto riportato dalla polizia, non sarebbe la prima volta che questa area golenale del Po viene invasa da giovani che cercano sballo e divertimento lontano dagli occhi della gente.

Rave party, ovvero musica elettronica pulsante e incessante e zero regole da rispettare. «In queste nottate - dice una persona che preferisce mantenere l'anonimato - gira di tutto. Non si sa mai… Qui però pare stiano tutti bene». E infatti pare che non ci siano stati episodi particolari, nessuno sembra esser stato male e anche i volti e l'aspetto erano (considerando la nottata) abbastanza rassicuranti. Secondo i primi riscontri, gli organizzatori del raduno provengono dal Veneto. Al termine gli inquirenti hanno individuato quattro-cinque persone ritenute essere responsabili dell’organizzazione, la cui posizione è ora al vaglio degli inquirenti.

Samuele Govoni

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