Imu e barconi, alti e bassi della Chiesa
L'editoriale del direttore Stefano Scansani
La Chiesa ha i suoi alti e bassi. Qualcuno sarà pronto a replicare che è fatta di uomini, è mondana, e come deduceva Sant’Ambrogio, è Casta Meretrix (santa e peccatrice). A indurmi sul sentiero di questo tema sono le esortazioni e le invettive di monsignor Nunzio Galantino che nell’estate ha fustigato la politica bruta, gnoma e gibbuta, ed elevato la Chiesa cattolica a tenutaria di un’autorità morale che al Paese manca. Il segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, scelto e voluto da Papa Bergoglio, con i suoi interventi savonaroliani ha rappresentato la Chiesa nei suoi “alti”.
Ma io ho un vizio che spero di condividere: mettere insieme i pezzi di cronaca per farne una storia, dalla quale possono emergere anche i “bassi”. Basta partire dalla fine dello scorso luglio per intuire quanto la pastorale ecclesiale e la gerarchia ecclesiastica (non sono la stessa cosa), o la linea di Papa Francesco e il potere antiquariale patrimoniale e politico della Chiesa (non sono la stessa cosa) influiscono e defluiscono nella gestione delle cose e dei pensieri terreni di questa Repubblica.
VADE RETRO IMU. Il 24 luglio i vescovi italiani hanno preso posizione contro la sentenza della Corte di Cassazione la quale ha stabilito che due scuole cattoliche di Livorno dovranno pagare gli arretrati di Ici/Imu per gli anni dal 2004 al 2009. Per Galantino la sentenza della Cassazione che impone il pagamento dell'Ici alle scuole religiose della città toscana è “pericolosa e ideologica”, “intacca gravemente la garanzia di libertà”. La polemica, ricorrente, ha la durata di un lampo. Mentre la Chiesa fa teofilosofia delle imposte, il governo temporeggia… E la turbolenza passa, anche stavolta.
PIAZZISTI. L’11 agosto inizia lo scontro tra Chiesa e Lega sul tema dell'immigrazione. Galantino a Radio Vaticana interviene sul tema dell'immigrazione in Italia. Secondo il monsignore c'è un “atteggiamento che viene purtroppo alimentato da questi quattro piazzisti da quattro soldi che pur di prendere voti, di raccattare voti, dicono cose straordinariamente insulse". La Chiesa non fa nomi. Santa e generica.
LA TONACA. Il 12 agosto reazioni a grappolo. Salvini: “Non è un problema Salvini contro i vescovi, è un problema di questo Galantino e pochi altri che sono più a sinistra di Rifondazione comunista. Non ce l’ho con la Chiesa. Ce l’ho con due o tre vescovi che dovrebbero andare in giro con la bandiera rossa, invece che mettere la tonaca”. Santanchè: “In quanto a cooptati, harem e furbi, evidentemente Galantino in quanto capo dei vescovi se ne intende assai”. Cicchitto: “Ci aspettiamo da Galantino analisi più serie, culturalmente più fondate, e più capaci di comprendere la realtà nella sua complessità e nelle sue contraddizioni e non battute a effetto”. Dal Pd alcuni lamenti per l’ingenerosità del segretario dei vescovi, che dovrebbe meglio indicare chi sarebbero i piazzisti. Tutti tirano sua eccellenza per la tonaca.
ESTINTORE SETTIMANALE. Nella stessa data il settimanale Famiglia Cristiana, precisa che le dichiarazioni attribuite a Galantino sono state riportate in modo esagerato nei toni all’interno di un colloquio confidenziale con un giornalista. “Sua eccellenza è stato strumentalizzato… Monsignor Galantino ribadisce che il suo unico e vero interesse è e resta quello di difendere l’operato del Papa, nella linea del vangelo secondo le parole di Gesù: ‘Ero forestiero e mi avete accolto’. Siamo dispiaciuti per l’incidente e, ribadendo stima e affetto a monsignor Galantino, gli porgiamo le nostre più sincere scuse”. Estintore settimanale.
ESTINTORE PORPORATO. Altro estintore. Il 17 agosto il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e capo di Galantino, rilascia una dichiarazione: "Mi chiedo se questi organismi internazionali, come l'Onu in modo particolare, che raccoglie il potere politico ma anche il potere finanziario, hanno mai affrontato in modo serio e deciso questa tragedia umana". Sembra un tentativo di mondializzare il fronte aperto da Galantino, quasi a volere disinnescare l’affondo verso la politica italiana. FURBI Ma il 19 agosto Galantino rincara il dosaggio. Per motivi di opportunità non partecipa al convegno trentino su De Gasperi, ma invia il discorso, esplodente: “La politica non è forse quella che siamo stati abituati a vedere oggi, vale a dire un puzzle di ambizioni personali all'interno di un piccolo harem di cooptati e di furbi. La politica è ben altro”.
FUNERALE TRIONFALE. Il 20 agosto si svolge a Roma, nella parrocchia di don Bosco, il funerale trionfale del boss Vittorio Casamonica con carrozza, elicottero, Rolls Royce e colonna sonora del Padrino (quella stessa chiesa fu preclusa per le esequie di Welby, sostenitore dell’eutanasia). Sconcerto e rimpallo di responsabilità delle autorità della capitale. Il vicariato di Roma esprime imbarazzo. Il parroco don Manieri: “Ho saputo all'ultimo momento cosa stava accadendo. Quasi per caso. Ripeto. Non ne sapevo nulla, non ne ero stato informato. E comunque si è svolto tutto fuori dalla chiesa”. Rammento che il vescovo di Roma è Bergoglio, il quale ha scomunicato la mafia il 21 giugno 2014.
COSE NORMALI. Ecco perché ho scritto di alti e bassi della Chiesa. E’ come esistesse una frattura, una doppia velocità, o una duplice età fra la missione dirompente ed extra-italiana di Bergoglio (per lui parla Galantino) e quella della gerarchia cattolica conservativa, quella che bisbiglia con la politica e la benedice anche. Entrambe sono ingerenti: mettono il naso o ficcano il dito nella piaga italiana. Il fenomeno continuerà fin quando i politici permetteranno ai preti di calibro di dare lezioni su cose che dovrebbero essere normali. Ne basti una, affermata venerdì da Galantino al Meeting di Rimini: “Le scelte pubbliche sono guidate da interessi privati e non da progetti”. Sicut erat in principio.
s.scansani@lanuovaferrara.it
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