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«Offesa su Facebook e ora ho le prove grazie ai miei amici»

«Offesa su Facebook e ora ho le prove grazie ai miei amici»

«Ringrazio i miei amici che in questi mesi mi sono sempre stati vicini». La voce al telefono appartiene alla donna che ha denunciato due conoscenti che l’avevano presa di mira pubblicando su Facebook...

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«Ringrazio i miei amici che in questi mesi mi sono sempre stati vicini». La voce al telefono appartiene alla donna che ha denunciato due conoscenti che l’avevano presa di mira pubblicando su Facebook post e commenti offensivi. «E’ stato un periodo molto difficile per me – spiega – Tutto è nato da un’amicizia che ho stretto con una persona che a gennaio di quest’anno era diventata per me – e io per lui - qualcosa di più. Quella persona aveva chiuso una relazione sentimentale con una persona che conosco e alla quale ho deciso di spiegare direttamente cosa era successo. Sembrava che tutto fosse stato chiarito, e invece...». Voci e battute malevole dopo qualche tempo hanno iniziato a comparire sul profilo Facebook dell’ex fidanzata dell’uomo al centro della contesa sentimentale e su quello di un’amica dell’ex fidanzata. «Ho iniziato a ricevere le schermate con i post che contenevano insulti espliciti. I miei amici le catturavano con uno screenshot (procedura che consente di registrare l’immagine comparsa su uno schermo, ndr) e me le inviavano. Ho capito che quella donna e la sua amica, anche senza citarmi, si riferivano a me e della stessa cosa erano convinti i miei amici che ogni volta mi avvertivano e mi spedivano il materiale. Tutto è finito nella documentazione raccolta dalla polizia, perché dopo aver cercato di far desistere chi mi aveva offeso ho deciso di sporgere denuncia». Ora sui verbali compaiono i nomi di due donne sulla quarantina residenti nella nostra provincia che devono rispondere di diffamazione. In questura a Ferrara confermano che questo tipo di reati commessi attraverso l’uso dei social network si sta moltiplicando mentre molte procure e studi legali italiani lavorano su casi di questo genere perché la pubblicazione di messaggi offensivi su internet è considerata un reato, tanto più grave quanto è estesa e capillare la circolazione del messaggio diffamatorio. (gi.ca.)

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