La Nuova Ferrara

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«Poca sorveglianza al San Camillo»

di Fabio Terminali

Comacchio. La denuncia arriva dalla Consulta popolare Le casse ticket ancora fuori uso a venti giorni dal furto fallito

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COMACCHIO. Non è cambiato nulla da quella notte tra il 4 e il 5 agosto e l’ospedale rimane a rischio incursioni furtive. Ossia da quando i carabinieri riuscirono a sventare un furto alle casse dei ticket all’interno delSan Camillo, lanciandosi all’inseguimento dei malviventi che si erano dati alla fuga a bordo di un furgone e di un'autovettura.

La denuncia arriva dalla Consulta popolare: la cassa ticket è tuttora fuori uso dopo quasi venti giorni «con conseguente disagio notevole per l’utenze», sottolinea il presidente Manrico Mezzogori. Sempre a seguito del furto, continua il rappresentante della Consulta, gli operatori dell’ospedale hanno preso l’abitudine di chiudere, nel tardo pomeriggio, la porta di ingresso al corridoio degli ambulatori presenti all’ex piano amministrativo. «Tuttavia - incalza Mezzogori - tale timida buona abitudine è vanificata dal fatto che l’ascensore esterno che immette al piano degli ambulatori (altresì al piano amministrativo) è sempre in funzione sino alle 21, ora in cui viene chiuso dalla guardia giurata». Il risultato che ne consegue è presto detto: «Una vera manna per ipotetici malintenzionati i quali con tutta tranquillità potrebbero scorazzare per tutti gli ambulatori. E per di più in tutta sicurezza! Dal momento che dalle 18 alle 21 non c’è più nessuno. Con servizio di ascensore gratuito», ironizza Mezzogori.

Il presidente della Consulta popolare San Camillo fa notare inoltre che, oltre all’ascensore, la porta di ingresso dell’ex punto prelievi, dalla quale è possibile salire al reparto Radiologia e al piano amministrativo, è sempre aperta. Così come le porte interne del piano ambulatori che immettono all’esterno del presidio. «C’è solo l’imbarazzo della scelta», aggiunge Mezzogori.

Arriva quindi la proposta: dal momento che gli ambulatori al pomeriggio generalmente sono chiusi, «vien da chiedersi - dice l’anima della Consulta - se non sia possibile incaricare il coordinatore infermieristico quando va a casa di chiudere queste entrate. Non dovrebbe essere un costo aggiuntivo per le asfittiche casse dell’Asl. Molto peggio sarebbero i danni ingenti che potrebbero essere provocati da tali leggerezze». Mezzogori rivendica il fatto di aver segnalato, già all’inizio di luglio, i rischi di furto all’interno dell’ospedale. Come poi in effetti si è verificato, senza danni per fortuna, un mese dopo. La Consulta ora interpella formalmente i vertici sanitari provinciali ed il sindaco Fabbri.

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