La Nuova Ferrara

Ferrara

la gara appena vinta dalla cordata Camelot appare insufficiente

Posti in appalto già esauriti ma c’è flessibilità

Posti in appalto già esauriti ma c’è flessibilità

Alvisi (Asp): dopo le ferie subito un vertice. Il tetto da 1 milione di euro? Lo abbiamo deciso noi

2 MINUTI DI LETTURA





Coop Camelot guida l’unica cordata che si è presentata, ovviamente vincendo, alla gara per la gestione dell’emergenza profughi (400 posti, 1,5 milioni di euro per cinque mesi), ed era anche la sola realtà territoriale a poter rispettare il limite del milione di euro annuali fatturati in servizi di accoglienza, posto come requisito d’ingresso. «No, quel limite di un milione di euro non ci è stato indicato dal ministero, però ci sembrava importante per definire una misura di solidità, esperienza e capacità operativa dei concorrenti al bando - chiarisce Angela Alvisi, presidente dell’Asp, la stazione appaltante - Ci sono delle polemiche? Ormai non vale nemmeno la pena di rispondere nel merito, perché si è arrivati a livelli estremi. Mi chiedo se chi attacca il bando lo abbia letto per intero, abbia fatto delle valutazioni sulla qualità dei servizi. E poi qual è l’obiettivo di certe forze politiche? Non fare lavorare le imprese del nostro territorio? Sembra esista solo Camelot, invece stiamo parlando di un’associazione temporanea d’imprese con una decina di componenti».

Il bando è per 400 posti, esclusi quelli Sprar, ma già oggi il Ferrarese ospita molti più profughi: e gli eccedenti? «Li gestiremo comunque, entro un certo limite, perché il bando contiene una forma di flessibilità, quindi questo tetto non è da considerarsi invalicabile. In ogni caso - conclude Alvisi - subito dopo le ferie faremo il punto della situazione con i Comuni».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google