Don Minzoni martire: difficoltà per la beatificazione
ARGENTA. Novantadue anni fa moriva don Giovanni Minzoni, ucciso da squadristi fascisti. «Non si è piegato alla violenza dei grandi»: con queste parole di don Alvaro Marabini, parroco di Argenta, è...
ARGENTA. Novantadue anni fa moriva don Giovanni Minzoni, ucciso da squadristi fascisti. «Non si è piegato alla violenza dei grandi»: con queste parole di don Alvaro Marabini, parroco di Argenta, è iniziata ieri pomeriggio la messa in ricordo dell'omicidio. «Il termine martire - ha aggiunto don Alvaro riferito al deputato assassinato - gli si addice perfettamente e purtroppo sulla sua beatificazione ci sono degli ostacoli». La celebrazione ha visto presente monsignor Lino Pizzi, vescovo di Forlì-Bertinoro con a fianco i preti del vicariato mentre fra le autorità, oltre all'assessore Sauro Borea in sostituzione del sindaco Fiorentini, c’era Andrea Firrincieli vicecomandante provinciale dei carabinieri. Al termine della funzione religiosa il corteo si è soffermato davanti alla tomba del prete ucciso dagli squadristi, quindi l'amministrazione comunale ha deposto una corona sul luogo dell'agguato. Era presente alla cerimonia una delegazione della chiesa di San Stanislao di Varsavia, gemellata con Argenta per l’uccisione da parte dell’allora regime comunista di padre Jerzy Popieluszko assassinato il 19 ottobre 1984 e ora Beato. Don Minzoni la sera del 23 agosto 1923 venne ucciso a bastonate da alcuni squadristi. Sepolto dopo la morte a Ravenna, le sue spoglie vennero riportate con tutti gli onori ad Argenta in Duomo il 2 ottobre 1983. (g.c.)
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