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il commento del presidente della Camera di Commercio

«Dato derivato dalla crisi, ma c’è un risveglio»

«Dato derivato dalla crisi, ma c’è un risveglio»

Govoni: previsioni per un 20% in più di contratti di lavoro, bisogna intervenire sul fisco

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Sul calo dei redditi in provincia di Ferrara interviene il presidente della Comera di Commercio, Paolo Govoni.

«La premessa - inizia la sua analisi Govoni - intanto è che è stato messo nero su bianco al calo dei redditi anche perché veniamo da una crisi pesantissima che dal 2008 sta attraversando il nostro Paese e la nostra provincia. Gli esiti del terremoto del 2012 hanno poi creato numerose altre difficoltà che hanno espresso anche un calo fortissimo dei consumi. Ci troviamo di fronte poi a problemi che non sono stati ancora affrontati con forza, come la riduzione della pressione fiscale, i costi della burocrazia che sono ai massimi livelli europei e mondiali, la difficoltà di accedere al credito. Una situazione che hanno pagato le imprese in particolare, soprattutto quelle piccole e di conseguenza anche i lavoratori. È chiaro che in questa difficoltà sono nati problemi che hanno portato a quel dato negativo sul calo del reddito complessivo pro-capite».

«Vorrei dare però anche un’idea di speranza per il futuro - dichiara il presidente della Camera di Commercio ferrarese. Questi problemi ci sono tutto. Però alcuni dati emersi di recente relativi al 2015, danno una prospettiva di risveglio dell’economia nella nostra provincia. Ad esempio l’osservatorio dell’economia di Unioncamere prevede per Ferrara nel 2015 un valore aggiunto di +0,6%, in pratica la prima volta che è in positivo dai tempi della crisi. L’unico settore ancora in negativo anche se ha avuto un certo risveglio continua ad essere quello delle costruzione. C’è poi la recente indagine esplorativa sulle intenzioni delle imprese in materia di assunzioni, eseguita da Excelsior per conto di Unioncamere e Ministero del Lavoro e che riguarda la banca dati dei lavoratori dipendenti. Emerge che quest’anno secondo le previsioni, avremmo alla fine del 2015 un aumento di oltre il 20% nei contratti di lavoro. E questi contratti vengono richiesti soprattutto dalle imprese esportatrici e innovatrici. L’andamento del saldo tra iscrizioni e cessazioni delle imprese alla Camera di Commercio per la prima volta è in positivo, quindi il dato indica un’inversione di tendenza. Che questo dati in prospettiva si possano ripercuotere in un futuro aumento del reddito non è matematico, ma sono comunque buoni segnali di ripresa. Tuttavia, se non si interviene con efficacia sui problemi endemici che ho citato prima, dalla pressione fiscale ai costi della burocrazia, fino all’accesso al credito, la ripresa sarà sempre più difficile». «Vorrei rimarcare per concludere - afferma Govoni - l’altissima qualità degli imprenditori ferraresi e dei lavoratori, impegnati in questo momento particolarmente difficile a far riallineare l’economia ferrarese con la media nazionale».

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