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Victor, il nonno di tutti e gli studenti-pirati

Victor, il nonno di tutti e gli studenti-pirati

Tra i venti gruppi ospiti abbiamo intervistato i due che, per età, sono agli opposti: il musicista più anziano ei giovanissimi “Cinque uomini sulla cassa del morto”. Victor L.C. Young si...

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Tra i venti gruppi ospiti abbiamo intervistato i due che, per età, sono agli opposti: il musicista più anziano ei giovanissimi “Cinque uomini sulla cassa del morto”.

Victor L.C. Young si definisce «il nonno di tutti questi ragazzi». Ha ottant’anni e un grande entusiasmo. Suona strumenti originali, fabbricati a mano: «uso la sega da falegname, il martello con quattro corde, pompa da bicicletta,flauto costruito a mano e che si suona con il naso, il cotus fluts, uno strumento di fantasia, racchetta da sci con trombetta, banjo fabbricato a mano, scatola di fiammiferi, 45 campanacci da mucca, un fusto di olio con 32 note, nacchere, osso di bovino. Nell'anteprima a Milano ho suonato con la sega, il martello, la pompa, racchetta da sci, flauto. «Quando è venuto a Ferrara l' ultima volta?» Nel 1996, unica volta, e conservo un bellissimo ricordo, tanto che ho chiesto espressamente di poter tornare qui e festeggiare i miei ottant' anni. «Da quanto tempo suona?» Come hobby da 40 anni, da quando sono andato in pensione. Prima ero ingegnere, poi mi sono dedicato a questa passione. Abito in Friuli da trent' anni, e suono in un gruppo nato nel 1927. Si chiama Frederic Angelic, uno dei più vecchi d'Italia. Con loro suono una piccola fisarmonica e un flauto. Poi faccio il Babbo Natale per varie Pro loco. Ho insegnato per sette anni, spiegando ai bambini come si realizzano strumenti con materiale comune».

Il gruppo dal curioso nome “Cinque uomini sulla cassa del morto” è composto da cinque ragazzi universitari del Friuli. Il nome, spiega Leonardo Duriavig uno dei componenti, «deriva da una citazione del romanzo “L' isola del tesoro” e si richiama alla libertà e al viaggio. «Il gruppo è composto, oltre che da Leonardo, da Davide Raceti, Alberto Corredig, Alberto Marinig, Francesco Imbriaco. Che strumenti suonate? «Basso elettrico e voci, violino, due chitarre acustiche e percussioni. Suoniamo un folk/rock, con influenze popolari, in italiano. Alla Modena City Ramblers, per intenderci». Avete già partecipato al Buskers Festival? «L'anno scorso eravamo artisti accreditati, poi abbiamo vinto il concorso “Vota il tuo busker preferito”, quindi quest'anno siamo invitati. Siamo tutti studenti, a parte uno già laureato. Per ora la musica è un secondo lavoro, per alcuni il primo dato che c'è chi studia poco... In Friuli abbiamo girato vari locali e festival. Abbiamo partecipato al Premio Fabrizio De André e la finale sarà a metà novembre».

Veronica Capucci

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