Europa, sessant’anni di alta ristorazione ai Lidi
Il locale di Porto Garibaldi fu aperto nel ’55 a Comacchio, poi si spostò sulla costa A gestirlo la lunga progenie dei Barillari: tutti predestinati a questa tradizione
PORTO GARIBALDI. Evocare l’Europa, di questi tempi, suscita spesso sentimenti di divisione. Non così per l’Europa di cui vogliamo parlare: il noto ristorante, appunto Europa, di Porto Garibaldi, che quest’anno festeggia il suo sessantesimo anno dalla fondazione. Un genetliaco di tutto rispetto che riconferma la buona tradizione gastronomica tutta lagunare di un luogo in cui, ogni giorno, si celebra l’esaltazione dell’anguilla e del pesce.
Il ristorante è gestito da sempre dalla lunga progenie dei Barillari. Di fatto la loro è quasi una genealogia biblica, che annovera zii, nipoti, congiunti legati ad un solo destino, quasi predestinato: perpetuare la tradizione gastronomica più... tradizionale. Con esiti, ovviamente, felicissimi. C’è chi sostiene che lo stretto legame fra la lunga tradizione dei barcaioli di Comacchio ed il sistema di commercio, in tutte le sue declinazioni, fosse connaturato, indiviso. Le “famiglie” appartenenti al primo gruppo, naturalmente, approdavano al dettaglio, alla ristorazione.
È questo sicuramente il caso del ceppo dei Fantini, poi i Barillari del ristorante Europa. Sulla base dei ricordi della famiglia, tutto ha inizio con “Carlen dla Rose” (Carlino della Rosa) il quale aveva una trattoria-osteria all’ombra della Chiesa del Carmine, nell’omonimo rione, ed era lo zio del mitico “Pipetto”, al secolo Filippo Fantini: il suo ristorante, al Carmine, era la meta ideale per tanti estimatori, vicini e lontani. Al leggendario “Pipetto” va riconosciuto il merito di aver elevato la gastronomia locale, facendola assurgere a tipicità riconosciuta e apprezzata. Convolato a nozze con Filomena Tomasi, ha 12 figli, 7 femmine 5 maschi: Caterina (94 anni) e Rosina Barillari di 91 sono oggi a testimoniarlo. Attilio, il sesto figlio, continua l’attività nel ristorante di famiglia alla morte di “Pipetto”; Settimo ha invece un’osteria-cantina nel rione di San Pietro (via Agatopisto), la figlia Pia ha la stessa attività del fratello, questa volta in via Gramsci. Continua la tradizione alla griglia e ai fornelli anche Pasquina (nata 1913) che poi sposa Mario Barillari (del 1909) il quale, in società con il suocero “Pipetto”, conduce una barca a vela che fa rotta anche per la Grecia e i territori della ex Jugoslavia: la Cavour.
Per gemmazione, nel marzo 1955 Mario e Pasquina aprono il loro ristorante a Comacchio, e cinque anni dopo la sede “estiva” sul mare, a Porto Garibaldi, che nel 1964 diventa sede unica e definitiva: qui nasce l’Europa nel piatto. Il nome “Europa” sostituì l’iniziale “Inferno” e fu concordato insieme dalla famiglia e sostenuto con la passione di sempre da un’intuizione anticipatrice di Giacinto Beneventi, marito della prima figlia Fernanda, anfitrione del locale e poi braccio destro della suocera; fu un vero riferimento per la ristorazione locale.
Quanti quintali di brodetto d’anguilla sono stati cucinati? Quanti piatti di risotto con l’anguilla sono usciti da quella cucina? Quante grigliate di pesce sono state imbandite? Per non parlare dei delicati antipasti con le acciughe dilescate e marinate dalla famiglia Barillari & C. Pasquina e Mario hanno avuto sei figli. L’intera famiglia ha gestito e gestisce, in ogni ruolo, l’attività di ristorazione, mantenendo inalterati i procedimenti culinari nella preparazione delle ricette: Tonino (marito della raffinata Nadia Fogli), Leonarda (moglie di Luigi Beneventi), Filippo (marito della gentile Maria Paola Villani), Gino (marito di Donatella Fogli cuoca provetta) e, infine, Maria Beatrice (sposata con Mauro Farinelli perfetto padrone della sala).
Un delicato afrore di aceto aleggia, sul far del mezzogiorno, intorno all’Europa: sapori antichi che parlano di un luogo in cui il brodetto d’anguilla a “becco d’asino” (che prevede pure l’uso dell'aceto nella cottura) era un piatto “democratico”: tutti lo apprezzavano (quelli fortunati più spesso). La rispettosa stagionalità di alcune preparazioni, come l’anguilla con le verze d’inverno, il risotto con le folaghe in autunno, l’anguilla pestata o salata, oppure glorificata con la sua marinatura nell’aceto (in tempo di pesca), rappresenta un sigillo di garanzia per piatti poco elaborati ma ricchi di storia. E alla tradizione di famiglia si sono avvicinati anche i nipoti: i giovani Mario Barillari e Luca Farinelli che “giocano in casa” e già costituiscono il futuro de l’Europa; Davide Beneventi più versato per l’accoglienza sulla spiaggia, così come il cugino Daniele Barillari già titolare di uno stabilimento balneare; Antonio Beneventi, per finire, è un ristoratore esperto.
Ogni componente del ceppo Barillari si esprime al meglio: il decano della famiglia, Tonino, accoglie gli ospiti con un garbo molto british, Filippo e Gino sono incontrastati maestri della griglia accanto alla sorella Leonarda, perfetta conoscitrice delle speci ittiche, e la signorile ultimogenita Maria Beatrice lavora di fino. La grande famiglia dell’Europa, con generi, nipoti, nuore e mogli rivela, in controluce, il formidabile contributo e il tratto imprenditoriale femminile. La fondatrice Pasquina, chiamata “la Nane”, ha condotto per decenni la cucina del ristorante con piglio e sapienza, tramandando il sapere del gusto, della preparazione tradizionale, più ortodossa, al di là dei modi e delle mode.
Lucia Felletti
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