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Il 7 settembre delle Poste «Da quella data ufficio chiuso»

MASI SAN GIACOMO. L'ufficio postale di Masi San Giacomo chiude. A nulla sono valsi i tentativi dei cittadini e del Comune per tenerlo aperto. Ancora due settimane di apertura e poi l'ufficio non...

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MASI SAN GIACOMO. L'ufficio postale di Masi San Giacomo chiude. A nulla sono valsi i tentativi dei cittadini e del Comune per tenerlo aperto. Ancora due settimane di apertura e poi l'ufficio non sarà più operativo.

«Dal 7 settembre questo ufficio chiuderà e non sarà più operativo. L'Ufficio postale a cui rivolgersi è a Masi Torello in Piazza Toschi, 2»: così recita il freddo comunicato di Poste Italiane affisso qualche giorno fa alla vetrata dell'Ufficio Postale di Masi San Giacomo. Il tema della chiusura dell'ufficio è particolarmente sentito dagli abitanti della frazione tanto che di recente era stata anche realizzata una petizione per la sua apertura che aveva raccolto circa 450 firme, quasi il 75% della popolazione. Lo scorso 4 agosto, inoltre, il sindaco Riccardo Bizzarri dopo l'incontro con il Prefetto, aveva deciso che il Comune sarebbe ricorso al Tar per la salvaguardia degli uffici postali; in quella data era stata anche protocollata dall'ufficio una diffida a Poste Italiane ad astenersi dalla chiusura dell'ufficio. Il problema della chiusura dell'ufficio postale era stato trattato anche come ordine del giorno del consiglio comunale tenutosi lo scorso marzo e anche il gruppo consiliare di minoranza “Insieme per Masi” era intervenuto esprimendo un profondo disappunto, «per scelte meramente economiche e discriminanti» e proponendo una serie di alternative tra cui l'istituzione di un bus-navetta in servizio nei primi 2/3 giorni del mese in occasione della riscossione delle pensioni, poi 1/2 volte settimanali per le altre incombenze».

Il tutto coordinato con il personale dell'agenzia di Masi Torello. Alla fine di marzo era giunto il dietro-front di Poste Italiane con il conseguente slittamento delle chiusure e del piano di ristrutturazione dei sei uffici della provincia. La decisione di Poste Italiane era stata però solo rimandata di qualche mese, come recita il comunicato affisso da qualche giorno presso la vetrata dell'ufficio postale. (be.bo.)

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