Le parole chiave delle delibere
La deliberazione dell’Autorità anticorruzione che mette con le spalle al muro Palazzo municipale non è quella del 22 marzo 2012, a progetto Sprar ancora da partorire, ma la 7 del 9 ottobre 2014,...
La deliberazione dell’Autorità anticorruzione che mette con le spalle al muro Palazzo municipale non è quella del 22 marzo 2012, a progetto Sprar ancora da partorire, ma la 7 del 9 ottobre 2014, quando il progetto era già partito. Lo si evince chiaramente dalla lettura non tanto delle considerazioni, quanto del dispositivo conclusivo delle deliberazioni, con il quale l’Autorità impartisce le indicazioni emerse dall’analisi dei casi specifici da cui è partita. La differenza sta nel fatto che nel primo caso, il 2012, non c’è riferimento specifico ai progetti Sprar, mentre nel secondo sì. La frase chiave di entrambi i documenti è molto simile. «Il Consiglio (dell’Anac, ndr) ritiene - si legge nel documento del 2012 - che in caso di utilizzo di risorse pubbliche, nell’ambito di un progetto di cooprogettazione, l’individuazione di un soggetto privato cui affidare lo svolgimento di servizi debba essere effettuata mediante il ricorso ad un confronto concorrenziale nel rispetto dei principi generali della trasparenza e della par condicio». Nella deliberazione del 2014, invece, lo stesso paragrafo viene arricchito con l’inciso «anche nell’ambito dei progetti Sprar», che spazza via ogni obiezione legata allo stato di emergenza. Quest’ultima deliberazione porta la firma di Raffaele Cantone, la precedente dell’allora presidente Sergio Santoro e del relatore Sergio Gallo.
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