«Per combattere l’abusivismo serve una legge»
Michetti (L’Onda) rilancia l’idea presentata già a luglio «Ma per farci ascoltare occorre l’azione di tutta la costa»
LIDO POMPOSA. L’aggressione subita dalle vigilesse che, la scorsa settimana, stavano sequestrando la merce a un venditore abusivo, ha riacceso il dibattito sul contrasto a questo fenomeno, recrudescente sul litorale comacchiese. S’invocano interventi, tavoli, concertazione, impiego di tutte le forze dell’ordine, persino i “butta fuori” negli stabilimenti balneari per allontanare i venditori. Ciascuno ha la propria ricetta, il proprio suggerimento, la propria visione. Di fronte alle dimensioni del fenomeno, che si esplicita nei mercatini in spiaggia di giorno e in quelli sui viali del passeggio la sera, nessuno, sinora, ha trovato la soluzione. Tanto più su un territorio come quello dei sette Lidi, davvero vasto: 13 chilometri di costa sono lunghi. E - non va dimenticato - quello della vendita ai villeggianti è solo l’ultimo anello di una catena ben più lunga e complessa, il cui inizio è da ricercarsi anche molto lontano dal litorale comacchiese, là dove vengono prodotte e, il più delle volte, contraffatte le merci proposte a prezzi a dir poco modici: una catena dell’illegalità fatta di lavoro nero, di materiali la cui salubrità è del tutto incerta (se non palesemente assente), di sfruttamento dei deboli. Che si conclude - anche questo è elemento da tener presente - con un ultimo gesto illecito: l’acquisto.
«Sono contento - interviene Davide Michetti, consigliere comunale dell’Onda - di leggere sulle pagine del vostro quotidiano, che le associazioni di categoria si stiano rendendo conto di quanto io già qualche giorno fa avevo detto e che da tempo pensavo, anche tramite stampa, ma zittito dalle associazioni stesse, che invece oggi chiedono quello che già io chiedevo».
Il riferimento è alla mozione «che avevo proposto nel consiglio comunale del 27 luglio scorso, per chiedere, tramite un tavolo, un'azione incisiva allo Stato centrale, tramite un’adeguata proposta di legge, proprio perché sono consapevole che altre soluzioni con le attuali leggi non saranno mai definitive, anzi: non esiste nessuna legge che permetta di fermare tale commercio abusivo in modo definitivo».
Una visione che Michetti dice condivisa anche da parte delle stesso forze dell’ordine e, in ogni caso, «il sindaco incredibilmente mi diede ragione su quasi tutta la linea, bocciando però la mozione con la scusa che il tavolo richiesto esiste già».
Michetti, però, non si è fermato: «Vista la bocciatura e visto che il sindaco mi ha informato che tale tavolo già esiste e non avendomi detto che nessuno ha mai avuto l'idea di fare una proposta di legge condivisa con tutti i sindaci della costa, cosa che rafforzerebbe tale proposta in maniera sostanziale, ho ufficialmente richiesto le relazioni scritte di quelle riunioni, che a quanto pare vengono svolte a Ravenna, per capire quali siano le azioni che il nostro sindaco ha proposto in questi anni: vedremo la risposta».
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